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Cirinnà: “L'Ungheria discrimina persone Lgbt+, Ue intervenga per contrastare la deriva antidemocratica”

In particolare secondo l'esponente del Pd, il Parlamento ungherese avrebbe approvato “l'ennesima legge liberticida e discriminatoria verso le persone Lgbt+”, portando Cirinnà a presentare un'interrogazione al Ministero degli Esteri 

Di Filippo Schwachtje - 18 giugno 2021 - 16:05

TRENTO. Nonostante gli obiettivi espressi in occasione del turno di presidenza ungherese al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa (in cui il ministro degli affari esteri magiaro Péter Szijjártó ha parlato di un'Ungheria pronta a “rafforzare i diritti umani, i valori democratici e lo stato di diritto”, sostenendo “l'importanza della protezione effettiva delle minoranze nazionali in Europa e del dialogo interculturale”), in realtà l'azione del governo di Orbàn continua a muoversi, nelle parole della senatrice dem Monica Cirinnà, in un “quadro di forte compressione delle garanzie dello stato di diritto”.

 

In particolare secondo l'esponente del Pd, il Parlamento ungherese avrebbe approvato “l'ennesima legge liberticida e discriminatoria verso le persone Lgbt+”, portando Cirinnà a presentare un'interrogazione al Ministero degli Esteri. “La legge approvata in Ungheria – dice la senatrice – ricalca quella in vigore nel 2013 in alcune regioni russe e impedirà di informare i minori, con qualsiasi mezzo e qualsiasi modalità, sulle diverse manifestazioni dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere”.

 

Una norma che difficilmente può riconciliarsi con gli obiettivi dichiarati dalla stessa Ungheria al Consiglio d'Europa e che testimonia quale sia realmente la direzione in cui si muove ostinatamente il governo di Orbàn, ormai sempre più lontano da quei valori condivisi dalla stragrande maggioranza dei paesi europei.

 

“Dietro l'ipocrita intento di tutelare 'l'integrità morale' dei più giovani – continua Cirinnà – si nasconde la sostanziale volontà di marginalizzare la soggettività Lgbt+, rendendole del tutto assenti dallo spazio pubblico e dal dibattito culturale del paese: come la Polonia, anche l'Ungheria ci sta ormai abituando a continue restrizioni dei diritti umani fondamentali, in un quadro di forte compressione delle garanzie dello stato di diritto”.

 

Tutto questo, conclude la senatrice: “E' assolutamente contrario ai principi di libertà, uguaglianza e pluralismo che ispirano il processo di integrazione europea: il Parlamento europeo lo ha riconosciuto approvando, l'11 marzo scorso, una risoluzione che dichiara l'Ue zona di libertà per le persone Lgbt+. Ecco perché chiedo al ministro di Maio e al sottosegretario agli affari europei Amendola di manifestare la massima preoccupazione del nostro paese e adottare ogni possibile iniziativa di contrasto di simili derive antidemocratiche e oscurantiste, sia nelle relazioni bilaterali con l'Ungheria sia in seno all'Ue”.

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