Von der Leyen attacca Orban sulla legge anti Lgbt: “"E' vergognosa, non staremo a guardare". Ue pronta a bloccare i fondi del Recovery Plan
Duro intervento da parte della presidente della Commissione Europa contro la nuova legge adottata in Ungheria contro la comunità Lgbt: "L'Europa non permetterà mai che parti della nostra società siano stigmatizzate"

BRUXELLES. “Questa legge è vergognosa. Contraddice i valori fondamentali dell'Unione Europea. Userò tutti gli strumenti della Commissione per difendere questi principi”. Sono parole dure quelle usate quest'oggi dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen contro la legge anti Lgbtq adottata in Ungheria. La Commissione, infatti, non solo sarebbe pronta ad aprire una procedura d'infrazione nei confronti di Budapest ma anche a bloccare le misure per il suo Recovery plan.
Nel corso del suo intervento la presidente ha spiegato che l'Europa usa questi poteri indipendentemente dallo Stato membro che viola il diritto europeo. “Non possiamo semplicemente restare a guardare – ha continuato - mentre intere regioni si dichiarano 'zone libere da Lgbt'. L'Europa non permetterà mai che parti della nostra società siano stigmatizzate”.
“Sul futuro della nostra Ue – ha affermato la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen – abbiamo opinioni diverse, ma dobbiamo accettare il diritto per tutti di esprimere apertamente le proprie opinione senza umiliare o criticare gli altri. Dobbiamo essere d'accordo sul diritto di ciascuno a decidere della sua vita come vuole. Quando si tratta di vivere in pace e libertà non c'è posto migliore dell'Europa, gli europei sono diversi ma ci sono i valori che ci uniscono. Lunga vita all'Europa”.
Come già detto, l'Unione Europa sarebbe anche pronta a bloccare le misure proposte dall'Ungheria per il suo Recovery plan. In questo modo verrebbero tenuti in stand by i sette miliardi che chiede, probabilmente in attesa di un’apertura del governo sui diversi fronti di scontro aperti con la Ue che dovrebbe arrivare entro il 12 luglio giorno in cui l'Ue si dovrà esprimere su piano Ungherese.


















