Contenuto sponsorizzato

Concentrazione Pfas rinvenute nel Chiese, Marini: ''In 3 anni si è osservata una certa stabilità dei valori con un leggero aumento nel 2020''

Alcuni risultati dell'analisi di Appa e contenuti nella risposta all'interrogazione presentata dal pentastellato. A febbraio dell'anno scorso tracce di Pfas sono state invenute dall'Agenzia provinciale per l'ambiente nella zona del basso Chiese. Da lì sono poi partiti gli approfondimenti e le attività di monitoraggio per verificare le cause, l'evoluzione, le prospettive e il risanamento

Di Luca Andreazza - 11 gennaio 2021 - 19:11

TRENTO.  "I valori di concentrazione di Pfas massimi sono stati riscontrati nella zona appena a monte della centrale di Storo". Così Alex Marini, consigliere provinciale del Movimento 5 stelle, che aggiunge: "In 3 anni si è osservata una certa stabilità delle concentrazioni, con un leggero aumento nel 2020, di più a febbraio e meno nel mese di agosto, ma sempre minori del limite di legge 30 ng/l ovunque, tranne che in un nuovo piezometro di controllo (senza emungimento) posto in zona disabitata tra Condino e Storo, che ha visto un picco di 130 ng/l il 4 febbraio poi diminuito a 69 ng/l al 4 agosto".

 

Questi alcuni risultati dell'analisi di Appa e contenuti nella risposta all'interrogazione presentata dal pentastellato. A febbraio dell'anno scorso tracce di Pfas sono state invenute dall'Agenzia provinciale per la protezione per l'ambiente nella zona del basso Chiese. Da lì sono poi partiti gli approfondimenti e le attività di monitoraggio per verificare le cause, l'evoluzione, le prospettive e il risanamento (Qui articolo).

 

In questo contesto si è inserita un'interrogazione e una mozione di Alex Marini. "Il documento - dice il consigliere M5s - è stato approvato a fine 2019 e così è stato dato un incarico all'Università di Trento per produrre uno studio innovativo sulla modellazione della falda per definire con maggiore efficacia gli interventi per limitare gli effetti della contaminazione di sostanze inquinanti. 

 

Questo studio è coordinato dal professore Bellin del Dipartimento di ingegneria civile e ha avuto inizio nel secondo semestre del 2020 con l'assegnazione di una borsa di ricerca. Attività ancora in corso. Nel 2018 su richiesta del Ministero dell’ambiente, Appa ha svolto uno specifico monitoraggio dei Pfas sul territorio provinciale e per questa ragione si è avvalso anche della collaborazione con il Servizio geologico provinciale e del laboratorio di Arpa Verona, da cui è emersa una criticità alla foce del fiume Chiese nel lago d’Idro.

 

"Ulteriori indagini - continua Marini - hanno permesso di ipotizzare il verosimile percorso della contaminazione: la falda evidenzia basse concentrazioni di Pfas che attraverso i pompaggi di varie utenze vengono recapitate nel rio Lora, affluente del Chiese, mentre l’origine presunta è individuata al sito della ex Fonderie trentine di Condino, ma questo aspetto necessita di conferma. Il Comune di Storo, con il supporto di Geas ha individuato interventi prioritari per rendere l’acquedotto in grado di soddisfare le esigenze potabili in quanto si deve far a meno del pozzo Gaggio".

 

Al Comune è stata anche prospettata l’espansione della rete di distribuzione per servire quegli edifici decentrati che si approvvigionano autonomamente da pozzo. Gli interventi consistono nel collegamento a anello tra gli acquedotti delle varie frazioni comunali (Baitoni, Darzo, Lodrone) e anche con quello di Ponte Caffaro, in grado di trasportare una quantità d’acqua superiore a quella concessa e con una disponibilità sovrabbondante rispetto alle attuali esigenze.

 

Il collegamento alla rete a sud dell’abitato di Storo e la realizzazione di un’apposita stazione di pompaggio permettere di avere una quantità d’acqua alternativa. In materia pescicoltura, sono state esaminate quattro soluzioni preliminari per l'approvvigionamento di massima: prelievo dallo scarico della centrale di Storo; prelievo dal fiume Chiese; prelievo mediante pompaggio dal lago d’Idro e prelievo da pozzi profondi. Nel frattempo Appa ha avvisato della situazione Apss e Agenzia per l’ambiente della Lombardia, oltre che aver incaricato sull’argomento l’Università di Trento.

 

Per ciascuna delle soluzioni analizzate sono stati esposti vantaggi e svantaggi; tutte le soluzioni sono tuttavia condizionate pesantemente dai notevoli quantitativi idrici da reperire (circa 5 mc/s). Si deve inoltre considerare che le pescicolture sono distanti, le concentrazioni di Pfas differenziate, che è ancora in fase di approfondimento l’entità di accumulo di queste sostanza nei pesci, che è da verificare anche la possibilità di porre alimentazioni idriche non sostitutive ma aggiuntive a quelle esistenti per ottenere diluizione.

 

Dal 2019 è stato programmato un monitoraggio semestrale, a febbraio e agosto, delle acque sotterranee su una quindicina di punti di controllo, per un costante aggiornamento circa l’andamento della situazione. In questo senso il laboratorio di Appa ha approntato il metodo analitico per condurre le analisi in maniera autonoma e con lo stesso livello di precisione rispetto ai colleghi del Veneto.

 

In agosto è stato istituito dalla Giunta provinciale un tavolo tecnico sul problema del Pfas nella falda di Storo. "Ulteriori indagini ambientali sui terreni della ex Fonderie trentine si sono aggiunti al quadro conoscitivo senza però poter confermare con certezza le ipotesi sull’origine - conclude Marini - sono necessari sondaggi geologici specifici: Appa nel frattempo ha iniziato a studiare le più recenti tecnologie di bonifica e monitoraggio e a strutturare l’ipotesi di collaborazione con l'Università di Trento per approfondire la conoscenza del fenomeno.

 

Nel 2020 è continuato il monitoraggio, previsto a febbraio e agosto, prelevando in quest’ultima occasione anche un campione specifico per testare un metodo di filtrazione delle acque e una nuova tecnologia di monitoraggio; l'Università ha, come anticipato, emanato a giugno un bando di selezione per il conferimento di un assegno di ricerca concernente il trasporto degli inquinanti in acquiferi eterogenei. La modellazione idrogeologica richiesta da Appa per la falda nella bassa valle del Chiese è partita a settembre e durerà almeno un anno.

 

La rete della sorveglianza programmata prevede il campionamento in 8 pozzi, su cui insistono concessioni per vari usi, e 7 piezometri: i 15 punti sono distribuiti in maniera sufficientemente uniforme. Resta fermo in capo all'Apss l’onere di dare evidenza di eventuali risultati di incompatibilità sanitaria che emergessero in relazione all’uso della risorsa idrica nei punti di approvvigionamento potabile nei comuni di Borgo Chiese e Storo e dei risultati a conclusione del “Piano di sorveglianza sulla potenziale contaminazione Pfos nelle trote; per il 2021 Appa proseguirà nella supervisione e coordinamento degli approfondimenti scientifici correlati alle indagini geologiche a servizio della modellazione idrogeologica affidata all'Università nonché nella ricerca di tecnologie di bonifica adatte al caso in studio, e proseguirà il semestrale del monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee nei punti di indagine già previsti. 

 

Il Servizio geologico proseguirà nel programma di attività già impostato dal medesimo (caratterizzazione della sorgente con carotaggi dei terreni, prove di pompaggio in almeno due pozzi, esecuzione di due piezometri presso ogni carotaggio), quindi Aprie presterà supporto tecnico ai concessionari idrici e ai Comuni per la individuazione di possibili approvvigionamenti alternativi laddove si rendessero necessari.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 19 gennaio 2021
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

19 gennaio - 19:52
Sono 317 le persone che ricorrono alle cure del sistema ospedaliero di cui 46 pazienti sono in terapia intensiva e 45 in alta intensità. Oggi sono stati comunicati 5 decessi, mentre sono 22 i Comuni con almeno 1 nuovo caso di positività
19 gennaio - 20:34

Il dialogo con Roma sulla classificazione dell'Alto Adige e la situazione epidemiologica sono stati temi della seduta odierna della Giunta provinciale. C'è un aumento dei pazienti in terapia intensiva. Il governatore altoatesino: "Dati stabili, ma ci sono alcuni incrementi: se questo trend dovesse essere confermato anche nei prossimi giorni dovremo adottare misure restrittive"

19 gennaio - 18:12

La truffa, secondo le indagini portate avanti dalla Guardia di Finanza e coordinate dalla Procura di Pisa, sarebbe stata fatta emettendo fatture false per 2,9 milioni di euro in modo da far risultare il prodotto biologico ed europeo quando in realtà era scadente e addizionato con sostanze chimiche 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato