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Concessioni idroelettriche, il Pd: “La Lega ha dato l’acqua in mano ai privati e ha abbandonato i territori”

La capogruppo del Pd Sara Ferrari contro “il pasticcio” delle concessioni idroelettriche: “Legge suicida, una decisione sciagurata che rischia di compromettere per sempre la gestione territoriale di un bene pubblico come l’acqua”

Di Tiziano Grottolo - 31 luglio 2021 - 11:51

TRENTO. “La riforma dell’idroelettrico? Un pasticcio”, non usa mezze parole la capogruppo del Pd in Consiglio provinciale Sara Ferrari. Nei giorni scorsi è stato approvato l’assestamento di bilancio ma la maggioranza si è spaccata proprio sull’articolo che riguarda le concessioni idroelettriche, Fratelli d’Italia infatti ha votato contro.

 

“Su questioni fondamentali che toccano gli interessi del territorio e dei cittadini, come la risorsa acqua e i servizi pubblici locali, ma anche scuola, sanità, economia, famiglia, pubblica amministrazione, non siamo stati ascoltati – denuncia la consigliera – il ‘pasticcio’ dell’idroelettrico, cioè la sciagurata decisione di questa giunta di applicare, come primo territorio in Italia, una direttiva europea che in tutto il resto del Paese è in stand by, rischia di compromettere per sempre la gestione territoriale da parte dei nostri enti locali di un bene pubblico come l’acqua”.

 

Le opposizioni infatti, avevano chiesto alla Giunta un passo indietro sul provvedimento. “La stessa richiesta – ricorda Ferrari – è arrivata da anche da 43 sindaci preoccupati che i propri comuni perdano un’entrata fondamentale come quella proveniente dalle piccole derivazioni idroelettriche. Siamo rimasti inascoltati, sia noi che loro, per l’ostinazione politica della maggioranza. Una ferita profonda al benessere della nostra comunità”.

 

Da tempo, il Pd chiede che il governo provinciale leghista presenti il nuovo modello di gestione unitaria sovracomunale dei servizi ai cittadini nei vari territori, annunciato in campagna elettorale ma che per il momento ha portato solo al commissariamento delle comunità di valle. “Proroga dopo proroga, è passata ormai metà legislatura senza alcuna proposta”. Come se non bastasse, con l’ultimo voto, la riforma è stata posticipata al 2023 ma nell’ultimo anno di legislatura, quello elettorale, solitamente le riforme istituzionali non ne vengono fatte. “I nostri comuni e le nostre valli rimangono in difficoltà per partito preso – conclude Ferrari – chissà fino a quando, altro che ‘essere valorizzati’. L’autonomia va meritata, perciò valorizzata nel modello di autogoverno e non per fare leggi suicide o per distruggere eccellenze”.

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