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Coronavirus, Ioppi: ''Oltre il 90% dei nostri medici aderisce alla vaccinazione. Alla Pat abbiamo chiesto di occuparci dei liberi professionisti per non perdere tempo''

I presidenti degli Ordini professionali si sono vaccinati per lanciare un messaggio. L'Ordine  ha realizzato anche una spilla per ricordare la memoria dei molti medici uccisi da Covid 19, c'è purtroppo anche una vittima in Trentino nella prima ondata, ma soprattutto per riaffermare e manifestare l’impegno di tutta la categoria nella lotta contro la pandemia. Ioppi: "Resistiamo e combattiamo questa difficile situazione"

Di Luca Andreazza - 10 January 2021 - 20:40

TRENTO. "Sono già oltre 1.200 gli operatori interessati, 700 medici e 500 collaboratori degli studi, a effettuare la vaccinazione contro Covid-19 tramite noi. Un grandissimo senso di responsabilità dei nostri professionisti". Così Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici, che aggiunge: "Un modo per affermare e manifestare ancora una volta l'impegno di tutta la categoria nella lotta contro l'epidemia: praticamente tutti gli operatori sono interessati a rendersi immuni dal coronavirus, un atteggiamento propositivo a tutela della popolazione". 

 

La situazione epidemiologica sul territorio provinciale resta molto difficile. La curva del contagio appare ancora alta, il livello delle ospedalizzazioni e quello delle terapie intensive sono un'allerta, la pressione non sembra diminuire sul sistema sanitario. Gli Ordini professionali continuano a mostrarsi parte attiva in questa complicata emergenza, soprattutto per stimolare le autorità a intraprendere, pur nella difficoltà del contesto, le soluzioni più idonee. 

 

Un'azione più che mai concreta è l'impegno in primissima linea per quanto riguarda la campagna vaccinale, effettuata anche da tutti i presidenti degli Ordini professionali: oltre a Ioppi, Stefano Bonora (albo degli odontoiatri); Caterina Masé e Serena Migno (presidente e vice presidente della Federazione ostetriche collegio di Trento); Marco Ghedina (presidente dell'Ordine dei medici veterinari); Angela Rosignoli (presidente dell'Ordine degli assistenti sociali); Roberta Bommassar (Psicologi); Tiziana Dal Lago (Farmacisti); Cristina Chiogna (vice presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche di Trento); Fabrizio Demattè (delegato alla comunicazione per l'Ordine dei Chimici e dei Fisici) e Monica Fontanari (Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica).

 

"L'Azienda sanitaria si occupa del personale pubblico - dice il presidente dei medici - così come di ambulatori e unità convenzionate, compreso pediatri e medici di medicina generale. Noi invece ci siamo mossi per raccogliere le adesioni e l'interesse di liberi professionisti: sono già 1.200 le risposte positive e questo numero è destinato a crescere nei prossimi giorni. C'è una risposta piena dei nostri sanitari alla campagna di vaccinazione, con un'adesione che supera il 90%, i nostri operatori sono in fila per farsi vaccinare e questo è fondamentale per i comunicare ai cittadini l'importanza della vaccinazione, la sua sicurezza e la necessità di farla per uscire da questa drammatica pandemia. Restano escluse solo quelle unità che per motivi personali clinici non possono immunizzarsi".

 

L'obiettivo è quello di concludere le vaccinazioni per il personale sanitario entro fine gennaio. "Non c'è solo la richiesta di affiancare in questa importantissima e fondamentale attività il lavoro di Apss - aggiunge Ioppi - ma abbiamo compiuto un ulteriore passo in questo momento difficile: non si è mai visto un impegno vaccinale così esteso e complesso, la nostra proposta avanzata a Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari è quella di prendere in capo anche le operazioni di somministrazione delle dosi a questi operatori per agevolare e accelerare il piano. Pensiamo di predisporre almeno un punto alla sede di via Zambra. Un'esperienza che poi può essere estesa per altre necessità".  

 

In questo momento le dosi vengono somministrate, infatti, al personale Apss, convenzionato e agli anziani delle case di riposo. "Se si vuole raggiungere l'immunità di gregge entro l'estate, diventa necessario vaccinare circa 300 mila trentini in 5 mesi. Noi siamo disponibili, ancora una volta, a fare la nostra parte in questa difficile battaglia e non chiediamo compensi o contributi - evidenzia il presidente dei medici - ci spinge la volontà di superare questo momento davvero complicato. Le nostre unità vedono e percepiscono l'angoscia e la paura dei malati Covid e non Covid. Si sono spesi in silenzio e c'è ancora un carico di lavoro importante".  

 

Operatori provati dopo mesi in trincea. "Dispiace - prosegue il numero uno dei medici - il senso di abbandono che percepiscono anche da parte della popolazione. Sono legittime le aspirazioni e la voglia di maggiore libertà, ma non si devono dimenticare gli sforzi di donne e uomini in prima linea che rischiano per primi la propria vita. Per questo chiediamo un maggior senso di responsabilità alla cittadinanza per portare avanti comportamenti più virtuosi e alle istituzioni di prendere decisioni, in modo tempestivo".

 

Le cure dei casi Covid sono solo la punta dell'iceberg: ci sono poi i pazienti cronici, oncologici e cardiochirurgici, le urgenze. Il sistema è sotto pressione: il personale si trova in estrema difficoltà in tutti i comparti a livello fisico, così come psicologico. E dopo le festività ci potrebbe essere una riapertura di alcune attività economiche, una situazione che rappresenta un fonte di stress sulla prevenzione. 

 

"Sarebbe servita una programmazione più attenta e puntuale durante la tregua estiva. Ora è importante non perdere tempo e mettere in campo tutte le attività in modo tempestivo - spiega Ioppi - perché gli ospedali e il sistema più in generale sono in fortissima difficoltà. Noi siamo pronti e siamo disponibili: vogliamo raccogliere anche le energie e le forze di tutti quei volontari che non riescono a essere valorizzati come meritano a causa della burocrazia e della lentezza della macchina pubblica. Non si può e non si deve escludere la solidarietà".

 

Nel frattempo, l'Ordine dei medici ha realizzato anche una spilla per ricordare la memoria dei molti medici uccisi da Covid 19, c'è purtroppo anche una vittima in Trentino nella prima ondata, ma soprattutto per riaffermare e manifestare l’impegno di tutta la categoria nella lotta contro la pandemia. 

 

"Ogni vita conta, il senso di questa simbolica iniziativa. Si inserisce nell’impegno quotidiano che tutta la categoria manifesta attraverso una presenza sul campo a fianco dei cittadini e degli ammalati, ma anche attraverso la disponibilità a portare il proprio contributo di idee e di proposte all’Apss e alla Provincia. Gli operatori resistono e combattono", conclude Ioppi.

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