Deleghe fiscali a Trento e Bolzano, la Cisl: ''Forte contrarietà, pasticcio istituzionale e amministrativo. Il controllato diventa controllore?''
La Cisl ricorda le tante vertenze aperte con particolare riferimento al rinnovo del contratto. “Si rinnovino i contratti pubblici trentini, gli unici in Italia fermi. E si rafforzino i servizi alla comunità, in tutti i settori e in particolare modo della sanità e dell’assistenza. In Trentino per una politica miope stiamo arretrando pericolosamente''

TRENTO. "Un 'No' forte e deciso", questo il commento di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp del Trentino, alla luce del pressing della Regione per richiedere la piena competenza in materia fiscale. "Apprendiamo con preoccupazione che la proposta è stata inviata alla Commissione dei Dodici. Ribadiamo che la Provincia dovrebbe impegnarsi a sviluppare il Pil del territorio, invece di richiedere deleghe aggiuntive senza una visione di quanto fare in prospettiva".
Le parti sindacali confederali, oggi come cinque anni anni fa, sostengono la necessità che la Regione desista dal portare avanti questo piano: "Non può garantire di essere super partes - commenta Pallanch - l'amministrazione deve rafforzare il supporto allo Stato per implementare i presidi di legalità, così come il sostegno di altre strutture del territorio che non devono essere chiuse o ridimensionate. Ci preoccupa anche l'eventuale sottrazione di risorse legate al personale e l'ottenimento di competenze sugli immobili assegnati all’Agenzia delle entrate di Trento, azione che abbiamo più volte stigmatizzato".
In via Degasperi suona più di un campanello d'allarme per un possibile conflitto d'interessi. "In tempi non sospetti - spiega il segretario - abbiamo ampiamente dimostrato all’amministrazione l’impraticabilità tecnica di questo eventuale provvedimento. E' evidente il cortocircuito se il soggetto pubblico diventa contemporaneamente controllato e controllore: un vero e proprio pasticcio istituzionale e amministrativo, che causerebbe incertezza e confusione tra le competenze delegate e quelle escluse: il rischio di contenzioso tra amministrazioni locali e statale, tra contribuenti e amministrazioni è troppo alto. Ci sono altri problemi più urgenti a cui rispondere".
La Cisl ricorda le tante vertenze aperte con particolare riferimento al rinnovo del contratto. “Si rinnovino i contratti pubblici trentini, gli unici in Italia fermi. E si rafforzino i servizi alla comunità, in tutti i settori e in particolare modo della sanità e dell’assistenza. In Trentino per una politica miope stiamo arretrando pericolosamente. Queste sono le priorità, non improbabili e controproducenti altre iniziative che non rafforzano per nulla la nostra autonomia. Si rende fin da ora che sarà necessaria la piena trasparenza così come previsto dal protocollo d’intesa delle relazioni sindacali sottoscritto nel 2014”, conclude Pallanch.

















