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| 15 feb 2022 | 17:05

Delega fiscale al Trentino Alto Adige, la Cisl: ''Forte contrarietà e grande preoccupazione. E non c'è un dibattito pubblico per affrontare l'assurdità della decisione''

La Cisl Fp del Trentino: "Siamo preoccupati in quanto ci sarebbe un cortocircuito istituzionale senza avere la forza necessaria, anche sotto il profilo del capitale umano. Un'operazione portata avanti nell'ombra sembra un confronto e senza un dibattito per un passaggio che non rafforza la nostra Autonomia e che porta molte domande e poche risposte: la politica però sembra avere solo certezze"

Delega fiscale al Trentino Alto Adige, la Cisl: Forte contrarietà e grande preoccupazione
di Redazione

TRENTO. "Ribadiamo la contrarietà all'ipotesi dell'assunzione della delega fiscale da parte della Regione e delle Province di Trento e di Bolzano". A dirlo Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp. "Siamo preoccupati in quanto ci sarebbe un cortocircuito istituzionale e l'amministrazione pubblica locale rischia di trovarsi nell'imbarazzo di dover controllare approfonditamente il territorio, senza avere la forza necessaria, anche sotto il profilo del capitale umano. Un'operazione portata avanti nell'ombra sembra un confronto e senza un dibattito per un passaggio che non rafforza la nostra Autonomia e che porta molte domande e poche risposte: la politica però sembra avere solo certezze".

 

Le parti sindacali confederali, oggi come cinque anni fa, sostengono la necessità che la politica desista dal portare avanti questo piano in quanto non può garantire di essere super partes: "Le Province e la Regione - aggiunge la Cisl Fp - devono invece rafforzare il supporto allo Stato per rafforzare i presidi di legalità, così come il sostegno di altre strutture del territorio che non devono essere chiuse o ridimensionate. Guardiamo con preoccupazione anche all’eventuale sottrazione di risorse legate al personale e assegnato all’Agenzia delle entrate di Bolzano, un’azione che abbiamo più volte stigmatizzato".

 

In via Degasperi suona più di un campanello d'allarme per un possibile conflitto d'interessi. "Già in passato - spiega Pallanch - abbiamo ampiamente dimostrato all’amministrazione l’impraticabilità tecnica di questo eventuale provvedimento. E' evidente il cortocircuito se il soggetto pubblico diventa contemporaneamente controllato e controllore: un vero e proprio pasticcio istituzionale e amministrativo, che causerebbe incertezza e confusione tra le competenze delegate e quelle escluse. Il rischio di contenzioso tra amministrazioni locali e statale, tra contribuenti e amministrazioni è troppo alto. Ci sono altri problemi più urgenti a cui rispondere. Inoltre la Provincia si troverebbe a doversi sostituire al governo, questo mette gli enti locali in difficoltà nel dover svolgere questi compiti". 

 

Nel mirino anche la differenza dei bilanci tra Trento e Bolzano. "L'Alto Adige dispone di più risorse rispetto al Trentino. C'è il concreto di rischio di un'attuazione poco equilibrata e disomogenea che pone ulteriori interrogativi rispetto a questa ipotesi dell'assegnazione della delega fiscale in Regione".

 

La Cisl Fp chiede un confronto per analizzare le tante criticità di questo piano. "Ci sono altre priorità rispetto alle improbabili e controproducenti iniziative che non rafforzano per nulla la nostra Autonomia. Purtroppo registriamo anche il silenzio della politica; maggioranza e opposizione non si esprimono. E' necessario un dibattito pubblico in materia, siamo pronti a spiegare nel dettaglio le ragioni e le motivazioni della nostra contrarietà", conclude Pallanch.

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