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Due riforme della sanità, una con consulenza che piaceva a ordini e sindacati e una bocciata da tutti: la Giunta ha scelto la seconda

Un progetto "Cubo di Rubik" considerato interessante dal mondo sanitario e anche dai sindacati chiuso in un cassetto e un altro bocciato a quasi tutti i livelli ma portato avanti. Ioppi: "Andava affinato e lavorato ma era un buon lavoro". Degasperi: "La Lega va avanti a strappi e forzature che poi cadono nel nulla per dare la colpa agli altri"

Di Luca Andreazza - 02 settembre 2021 - 06:01

TRENTO. Un progetto considerato interessante dal mondo sanitario e anche dai sindacati chiuso in un cassetto e un altro bocciato a quasi tutti i livelli da esperti del settore e anche dalla commissione provinciale sul quale la Lega è decisa a investire per costruire il futuro della sanità trentina. 

 

E dire che per realizzare il primo era stato dato un incarico da quasi 91 mila euro lordi l'anno (più premi per gli obiettivi) con un accordo triennale a fine aprile di quest'anno. Un'ipotesi di riorganizzazione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari articolata su 6 distretti "forti" per promuovere l'evoluzione delle cure di prossimità e valorizzare le "Reti professionali locali" declinandole in contesti certi e su bisogni di salute di quella popolazione.

 

E' il piano "Cubo di Rubik", sviluppato con il Centro studi Card Italia. L'incarico dopo una selezione era stato affidato a Antonino Trimarchi, responsabile del Centro studi aree dell'integrazione, e professionista di spessore con vari incarichi a livello dirigenziale e di alto profilo, svariate pubblicazioni alle spalle e protagonista di molti convegni. Una delibera dell'Apss per conferire "l'incarico dirigenziale - Piano di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale territoriale - a tempo determinato" datata 29 aprile 2021 e firmata dall'allora direttore generale Pier Paolo Benetollo coadiuvato da Antonio Ferro (direttore sanitario), Luciano Bocchi (sostituto del direttore amministrativo) e Arrigo Andrenacci (sostituto del direttore per l’integrazione socio sanitaria). 

 

 

Tempo pochi mesi e il piano portato dalla Provincia, però, sembra completamente diverso, già nei distretti che dovrebbero essere "fino a un massimo di tre", un provvedimento considerato troppo vago e indefinito da tutti gli ordini professionali, dai sindacati e anche dalla politica, in parte di maggioranza (con Fratelli d'Italia a votare contro in Commissione). 

 

Al contrario quella che veniva definita riorganizzazione ''Cubo di Rubik" (per gli incastri che erano stati preventivati e che più sotto spiegheremo) pur essendo ancora in embrione aveva già ricevuto forti manifestazioni di interesse, una condivisione del metodo e una decisa volontà di approfondire e collaborare da parte dei maggiori attori del sistema sanitario trentino: gli Ordini professionali, i sindacati e la Consulta della salute avevano apprezzato il lavoro, pur da affinare, messo sul tavolo. La riorganizzazione avrebbe previsto 6 servizi distrettuali più o meno omogenei per bacino di popolazione: "valli di Non e Sole - Paganella-Rotaliana-Konigsberg" (90.114 abitanti); "valli di Cembra-Fiemme-Fassa" (41.289 abitanti) e "Alta e Bassa Valsugana-Primiero" (91.844 abitanti), "valli Giudicarie-Alto Garda e Ledro" (88.210 abitanti), "Vallagarina e Altipiani Cimbri" (96.155 abitanti) e "valle dell'Adige/valle dei Laghi" (133.486 abitanti).

 

Il tutto poi indirizzato dall'Sdp-sistema distrettuale provinciale unico con tre funzioni chiave (committenza, produzione e controllo di gestione). Un progetto che avrebbe avuto, da quanto sembra, l'assistenza primaria come cardine e aspetti strategici sui quali investire centrati su "prevenzione", "nascita-famiglia" e "cure primarie", "cure intermedie", "salute mentale" e "salute sociale". Un piano, quindi, che avrebbe ricompreso anche settori fino a oggi forse non abbastanza presi in considerazione e la cui importanza e strategicità è emersa anche a causa dell'emergenza Covid.

 

Sono invece 6 le linee di supporto: "amministrativa", "epidemiologia della salute - sociale e sanitaria", "Rischio clinico-qualità dei servizi di cura", "Innovazione - progettazione e tecnologie", "Farmaceutica - approvvigionamento e benchmarking" e "Formazione all'ecologia della salute". Perché era definita "Il Cubo di Rubik"? Per affrontare la sfida della complessità. Una declinazione metodologica della presa in carico unitaria dei problemi complessi: sistemare la propria faccia muove anche le altre facce; osservare gli interfacciamenti fa comprendere le interazioni; apprendere come risolvere i propri problemi muovendosi nella sequenza che non complichi, anzi faciliti la risoluzione dei problemi attivi anche nelle altre aree è entusiasmante e convincente; riconoscere la reciprocità non solo riduce le controreazioni sfavorevoli ma amplifica, isorisorse, le sinergie

 

"E' innegabile che Trimarchi sia un ottimo professionista con esperienza e una considerazione internazionale: questo piano è stato presentato nei mesi scorsi e ci è sembrato interessante. Il lavoro da portare avanti era ancora molto per definire meglio i vari aspetti - conferma Marco Ioppi, presidente dell'Ordine dei medici - ma la base di partenza era senza dubbio buona e incoraggiante, apprezzata dagli Ordini professionali, dai sindacati e dalla Consulta della salute. Una riorganizzazione equilibrata nella definizione dei distretti sanitari e che sembrava orientata a valorizzare anche ambiti che necessitano di grande attenzione quali il benessere bio-psico-sociale e sociale. Invece poi ci è stato esposto quel piano che come Ordini professionali non ci sentiamo di condividere, anche perché una riforma così importante richiede tempo, disponibilità all'ascolto, interesse nel confrontarsi realmente e un impianto già definito nei suoi cardini, non semplici slogan o idee".

 

La Giunta Fugatti, quindi, ha deciso di fermare il piano che stava trovando apprezzamento e di portare avanti quello proposto, poi, da Ferro pochi giorni fa in Commissione. Un progetto che in 48 ore ha ricevuto la bocciatura di tutti: prima i sindacati, poi quella tecnica con la "memoria" di tutti gli Ordini delle professioni sanitarie (Qui articolo) e infine quella politica con il parere negativo in Quarta commissione provinciale con un voto contrario schiacciante (Qui articolo). Nonostante la delusione dei vari comparti (Qui articolo), la riforma della sanità della Lega va, però, avanti: la delibera è stata portata in Giunta e si lavora al regolamento (Qui articolo).

 

"Non si capisce - spiega Filippo Degasperi (Onda civica) - perché c'è stato l'incarico per la riorganizzazione e per quali valutazioni sia finito nel cassetto. Un piano sul quale c'è stato un accenno di condivisione mentre viene portato avanti un progetto che preoccupa tutti i livelli. Un'operazione oscura, la Lega va avanti a strappi e forzature che poi cadono nel nulla per dare la colpa agli altri. Il 'Cubo di Rubik' sembrava anche un'ipotesi più sostenibile rispetto a quanto ipotizzato nella delibera".

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