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Riforma della salute, la Giunta dà l'ok contro il parere di (quasi) tutti. Fugatti: ''Voto contrario in Commissione? Non mi ha stupito''

La riorganizzazione proposta dalla Giunta per l’Azienda provinciale per i servizi sanitari compie un passo decisivo. La delibera, proposta dall’assessore alla salute, è stata approvata in via definitiva dall’esecutivo. Il provvedimento ha avuto l'avallo essenzialmente dei vertici dell'Apss e della maggioranza leghista mentre il voto contrario della Quarta Commissione e la bocciatura di tutti gli ordini sanitari

Di G.Fin - 27 agosto 2021 - 18:43

TRENTO. “Il fatto che ci sia stato un voto contrario in commissione sulla riorganizzazione dell'Azienda sanitaria non ci ha stupito”. A dirlo è stato il presidente, Maurizio Fugatti dopo la bocciatura in Quarta commissione della riorganizzazione del settore salute in Trentino e la decisione comunque di proseguire, anche dopo la contrarietà espressa dagli Ordini professionali, con l'adozione quest'oggi ugualmente della delibera, proposta dall’assessora alla Salute Stefania Segnana.

 

“La Giunta provinciale – ha spiegato Fugatti - aveva chiara la modalità di riorganizzazione dell'Azienda sanitaria fin dal momento cui ci siamo insediati con una visione territoriale. Sono stati ascoltati tutti i soggetti che la legge prevede”.

Fugatti rivendica quindi la visione dei servizi territoriale, l'idea di ospedale policentrico e l'importanza data agli ospedali di valle.

 

“Non ci ha stupito il voto contrario in commissione – ribadisce il presidente – noi abbiamo cambiato l'organizzazione sanitaria e chi l'aveva organizzata in una visione centralista mi pare logico si esprima in modo contrario”.

 

In una nota la Provincia spiega che la finalità del provvedimento è quello di rispondere alle criticità messe in luce dalla pandemia e non solo da quest’ultima, come anche valorizzare i punti di forza del sistema trentino. “Della riforma – viene spiegato - sono punti centrali il ripristino e il potenziamento dei distretti sanitari che attraverso l’istituzione delle reti professionali locali, i Dipartimenti e l’apporto dei professionisti della medicina convenzionata e delle altre professioni sanitarie, ivi compresi gli infermieri di famiglia, garantiranno prossimità delle cure ed un approccio integrato della presa in carico del paziente”.

 

Si parla poi di riorganizzazione con il potenziamento del Dipartimento di prevenzione affinché tutti i momenti di contatto con le persone diventino occasioni per promuovere la salute, nonché l’organizzazione della Scuola di Medicina e Chirurgia di Trento in relazione all’avvio nel corso del 2020 del corso di laurea magistrale interateneo in medicina e chirurgia presso l’università di Trento. “Inoltre – prosegue la nota della Pat - ogni ospedale sarà caratterizzato come ospedale di riferimento provinciale per alcuni percorsi attraverso la definizione di un “progetto di struttura”, in un’ottica di complementarietà e sussidiarietà delle strutture nel rispetto delle esigenze locali, delle diverse funzioni e mandati di ciascun presidio ospedaliero oltre che delle esigenze dettate dalla stagionalità”.

 

Sul tema ad intervenire è stato Giancarlo Ruscitti, dirigente del Dipartimento Salute della Provincia. “Si va verso il superamento del modello Balduzzi – Monti del 2020 – ha spiegato – con una riorganizzazione del territorio che era stata abbastanza smantellata negli ultimi anni in cui la Sanità era stata vista come un costo e non invece come una soluzione per i cittadini''.

La situazione rimarrà immutata per i prossimi quattro mesi duranti i quali dovrà essere elaborato dall'Azienda sanitaria il regolamento che poi porterà alla riorganizzazione. “Vogliamo dare una sanità più territoriale possibile – ha ribadito anche l'assessora alla Salute, Stefania Segnana - era nel nostro programma e sono arrivate diverse richieste e sollecitazioni”.

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