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Fugatti ai manifestanti: “Apriamo se la situazione sanitaria ce lo permette”. Fischi e contestazioni: “Basta vogliamo lavorare”

Fugatti incontra i manifestanti esasperati dal lockdown: “Siamo al vostro fianco per riuscire ad aprire stante una situazione sanitaria che ce lo permetta”, ma non mancano tensioni e contestazioni. La protesta: “Il 6 aprile apriamo tutti”

Di Tiziano Grottolo - 02 aprile 2021 - 12:29

TRENTO. È stata una mattinata movimenta quella appena trascorsa fuori dal palazzo della Provincia dove si sono riuniti oltre 200 manifestanti, appartenenti a varie attività economiche, per protestare contro il lockdown prolungato. Una protesta molto variegata che ha riunito persone diverse, perlopiù esercenti e partite Iva le cui attività non possono aprire a causa della zona rossa imposta dall’emergenza sanitaria.

 

I manifestanti hanno atteso per oltre un’ora di potersi confrontare con il presidente della Pat Maurizio Fugatti. In piazza, come dichiarato in diversi interventi al microfono, c’era parte del “popolo leghista”: elettori che hanno ricordato di aver sostenuto la candidatura di Fugatti nel 2018 e si è intravisto anche qualche candidato di lista alle ultime elezioni comunali del capoluogo.Lasciateci lavorare”, “Lavorare è un diritto”, “No alle differenze tra categorie lavorative”, “Siamo al capolinea”, e “La miseria uccide più della pandemia” alcuni degli slogan apparsi sui cartelli dei manifestanti.

 

Quando il presidente della Provincia è uscito dal palazzo di Piazza Dante, accompagnato dall’assessore al turismo Roberto Failoni, i manifestanti hanno letto una lettera (in allegato) con le loro istanze: Non mettiamo in discussione la presenza del virus, abbiamo rispettato senza discutere le regole e restrizioni che ci sono state imposta – d’altra parte il lockdown ha messo alle strette commercianti e partite Iva – chiediamo con forza la libertà del popolo e la riapertura più che mai necessaria delle nostre attività, ormai chiuse da troppo tempo”.

LE FOTO. Esercenti e partite Iva hanno protestato contro i lockdown prolungati: “Il 6 aprile apriamo tutti”

Dal canto suo Fugatti ha ribadito alcuni concetti: “La Pat sta lavorando a un proprio provvedimento per integrare la partita dei ristori rispetto a quanto previsto dal decreto nazionale, dopodiché l’auspicio è che nella classificazione di oggi il Trentino possa tornare in zona arancione”. A questo punto però l’intervento di Fugatti è stato interrotto dai fischi e grida di rabbia della gente esasperata che ha voluto sottolineare come per molte categorie non ci sia molta differenza fra zona arancione e zona rossa. “Basta, restrizioni” e “Vogliamo aprire” il grido che si è levato dalla piazza.

 

Quando è tornata la calma Fugatti ha concluso: “Abbiamo sfruttato i margini di manovra dell’Autonomia, faremo tutto il possibile a livello nazionale e a livello locale per permettere la riapertura delle attività economiche. Siamo al vostro fianco per riuscire ad aprire stante una situazione sanitaria che ce lo permetta”. I manifestanti però sono sembrati fermi sulla loro posizione “Il 6 aprile apriamo tutti comunque”.

 

 

 

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