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Il ddl contro l’omofobia fa litigare Fratelli d’Italia e Lega, Urzì: “Una leggina ‘alla Zan’ è già stata approvata a Bolzano”

Il consigliere di Fratelli d’Italia contro la collega leghista accusata di aver votato un provvedimento simile al ddl Zan. La replica di Mattei: “Noi allineati alle posizioni nazionali della Lega. Urzì invece, come il suo partito, non ha accolto l’appello di unità nazionale”

Di Tiziano Grottolo - 04 maggio 2021 - 13:20

BOLZANO. “Non sappiamo se Salvini lo sappia ma a Bolzano la Lega una leggina ‘alla Zan’ l’ha già fatta approvare, anzi l’ha anche proposta: la firma è quella di Rita Mattei, vicepresidente del Consiglio provinciale”. Così il consigliere provinciale altoatesino di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì punta il dito contro la collega leghista “colpevole”, a suo dire, di aver fatto approvare una legge troppo vaga in tema di discriminazioni. “Basta solo che un comportamento sia ritenuto discriminatorio – sostiene Urzì – per innescare un processo se non un linciaggio verso l’autore di quel comportamento ‘ritenuto’ sbagliato”.

 

Sempre secondo quanto affermato dal consigliere di Fratelli d’Italia l’unica differenza fra la legge della provincia di Bolzano e la legge Zan, contro la quale il suo partito (ma anche Lega) si stanno opponendo, è che a livello nazionale sono previste sanzioni penali, mentre in Alto Adige è previsto solo un processino sommario e segnalazioni che, con una legge Zan approvata, potrebbero finire sul tavolo del giudice che applicherà memorabili sanzioni”. Urzì rimprovera anche alla collega di essere stato l’unico a votare contro la “legge Zan bolzanina”.

 

 

Accuse che però sono respinte con forza al mittente dalla diretta interessata. Un attacco totalmente privo di riscontri”, replica Mattei che a sua volta accusa il consigliere di Fratelli d’Italia di fare “fantapolitica”. Come ricostruito il ddl in questione è stato approvato dall’Ufficio di Presidenza (di cui fa parte anche Mattei), la versione iniziale prevedeva un’assistenza alle vittime di discriminazioni di qualsiasi tipo: lingua, cultura, origine etnica, religione, disabilità, aspetto fisico, età e in generale anche sull’orientamento sessuale. “Solo un successivo emendamento presentato dalla consigliera Amhof ha indirizzato il ddl verso le discriminazioni omobitransfobiche”, ricorda la consigliera leghista.

 

 

“In qualità di capogruppo della Lega Salvini – conclude Mattei – ho dichiarato e quindi votato convintamente no all’emendamento. In conclusione, ci tengo a rassicurare Urzì che nella realtà dei fatti la Lega Alto Adige è perfettamente allineata alla posizione della Lega Salvini a livello nazionale”. Infine una stoccata: Vedo con amarezza che anche Urzì è perfettamente in linea alle posizioni nazionali del suo partito, unico in tutto il Parlamento a non aver accolto l’appello di unità nazionale. Non è questo il momento delle polemiche, non è questo il momento delle sparate fatte per attirare consenso elettorale. Questo è il tempo di unirsi a lavorare per ripartire”.

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