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Il restauro delle elettromotrici è costato 1,2 milioni di euro ma non saranno mai più utilizzate. Degasperi: “Spesi soldi pubblici per mezzi da rottamare”

Nel 2011 sono stati spesi 1,2 milioni di euro per ammodernare cinque elettromotrici della Trento-Malè ma l’azienda che se ne occupava è fallita, poi nel 2014 è entrato in esercizio un nuovo sistema di sicurezza ferroviario così la Pat ha deciso di abbandonarle. Degasperi: “È stato speso oltre 1 milione di euro di fondi pubblici per dei mezzi ritenuti da rottamare”

Di Tiziano Grottolo - 23 febbraio 2021 - 20:07

TRENTO. I contorni della vicenda erano noti da tempo ma oggi sono stati finalmente resi noti i particolari. Come riportato da Il Dolomiti, era stato il consigliere Filippo Degasperi a sollevare la questione in Consiglio provinciale: correva l’anno 2011 e già ci si chiedeva che fine avessero fatto le cinque elettromotrici attive sulla linea Trento-Malè.

 

Proprio in quell’anno (al governo della Provincia c’era il Centrosinistra) i mezzi in questione furono ritirati dalla circolazione per essere sottoposti a restauro, più precisamente lavori di ammodernamento per eliminare qualsiasi traccia di amianto residuo, peraltro dopo che le stesse elettromotrici erano state oggetto di un primo intervento di risanamento. Costo dell’operazione 1,2 milioni di euro. Soldi pubblici che considerando l’epilogo della vicenda avrebbero potuto essere spesi meglio.

 

Una volta restaurati, i mezzi dovevano essere destinati al servizio viaggiatori e per servizi turistici di trasporto biciclette e sciatori, in special modo nella tratta da Cles a Marilleva. Eppure dal 2011 le elettromotrici non sono mai tornate in azione. A far luce sulla vicenda è arrivata la risposta dell’assessora Giulia Zanontelli che ha spiegato come la complessa bonifica dei cinque mezzi sia stata eseguita in Piemonte, con nuova coibentazione e rimontaggio degli impianti.

 

A quanto pare ci vollero cinque anni per completare il restauro e nel mentre l’appaltatore piemontese chiuse addirittura i battenti. Come se non bastasse nel 2014 era stato messo in esercizio il nuovo sistema di sicurezza Atp, incompatibile con le cinque elettromotrici in questione. Morale della favola? Alla fine si optò per l’abbandono. In sostanza il destino delle elettromotrici sembra essere quello di rimanere parcheggiate per sempre in deposito. Degasperi si è detto perplesso: “Sono stati spesi oltre 1,2 milioni di euro per dei mezzi ritenuti da rottamare”.

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