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In campagna elettorale tuonavano: “Riva capitale dell’Islam? Con la Lega mai più”. Ora sono al governo e c'è la (giusta) autorizzazione per la fine del Ramadan

Nei giorni scorsi 500 appartenenti alla comunità musulmana si sono dati appuntamento per celebrare la fine del Ramadan, nel 2020 la Lega prometteva “mai più” ma ora che governa la città l’autorizzazione è stata concessa. Robe da pazzi? No, è solo la convivenza in un Paese accogliente

Di Tiziano Grottolo - 14 maggio 2021 - 15:34

RIVA DEL GARDA. “Ma dove andremo a finire”, “Una vergogna”, “Ospiti in casa nostra”, “L’Italia è finita”. Questi sono alcuni dei commenti che erano apparsi sotto il profilo social dell’allora consigliere leghista Luca “Balota” Grazioli. Era il luglio 2020 e la comunità musulmana dell’Alto Garda si era data appuntamento in preghiera per onorare una ricorrenza religiosa.

 

Per farlo nel rispetto delle norme in vigore (anche in materia di Covid), come ogni anno, era stato concesso il campo sportivo della frazione di Varone. Apriti cielo, un evento del tutto normale era diventato oggetto di scontro politico. “Riva del Garda capitale dell’Islam?” si interrogava il consigliere leghista. Non contento durante la campagna elettorale lo stesso Grazioli prometteva:Per la Lega i campi da calcio saranno utilizzati dai nostri ragazzi per giocare a calcio e non come spazio di preghiera islamica”.

 

 

Bene, le elezioni ci sono state e ad affermarsi è stata proprio la coalizione di destra (sostenuta anche dalla coalizione del Patt). Non solo, Grazioli è stato nominato dalla sindaca Cristina Santi assessore con competenze su: qualità urbana, sicurezza, viabilità e patrimonio. Pochi giorni fa, a meno di un anno di distanza, la comunità musulmana ha potuto tornare nel campo sportivo di Varone, questa volta per celebrare la fine del Ramadan. Così circa 500 persone hanno potuto pregare nel rispetto delle norme anti-contagio.

 

Quest’anno (fortunatamente) Grazioli pare abbia evitato le polemiche, forse si tratta solo di una coincidenza, oppure è legato al fatto che non trovandosi più all’opposizione i motivi di strumentalizzare un evento, che comunque riguarda una componente importante della comunità rivana, sono venuti meno. Infatti a concedere il nulla osta è stata nientemeno che la sindaca Santi che ha accolto la richiesta regolarmente presentata dall’Associazione islamica. A questo punto viene da chiedersi, come fece Grazioli nel 2020, se si tratti di una “roba da pazzi” oppure, se sia semplicemente un esempio di convivenza. Insomma, come nel 2020, una preghiera alla luce del sole, perché l’Italia è così: un Paese accogliente per cultura, tradizione e storia.

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