In commissione salta la discussione sul bilancio, Urzì: “Giunta regionale in affanno, un enorme pasticcio”
Il consigliere di Fratelli d’Italia ha fatto saltare la commissione prendendo più volte la parola fino alla chiusura dei lavori: “Troppi equivoci, chiederemo una verifica delle relazioni politiche, d’ora in avanti non daremo più nulla per scontato”

TRENTO. Nella giornata di ieri, 5 luglio, nella Seconda commissione del Consiglio regionale si sarebbe dovuto discutere dell’assestamento del bilancio e di previsioni per il prossimo futuro. Argomenti importanti e per nulla scontati. Eppure, come riferisce il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì (presente in sostituzione della collega Katia Rossato), la seduta si è arenata.
Certo il consigliere ci ha messo del suo, ma come spiega lui stesso: “La commissione si è arenata, a seguito di una serie di miei interventi, ho fatto esaurire il tempo sino alla chiusura dei lavori e al rinvio alla prossima seduta”. Il motivo? A discutere di argomenti così importanti non era presente il presidente della Regione, al suo posto l’assessore del Patt Lorenzo Ossanna. Com’è noto in Regione si sta vivendo una situazione di stallo dopo che per ben due volte (articoli QUI e QUI) l’atteggiamento di due consiglieri leghisti ha fatto saltare l’avvicendamento fra Kompatscher e Fugatti.
Insomma, per Urzì un “pasticcio enorme” sintomo di una Giunta regionale “in affanno”. L’assenza del presidente in seconda commissione dunque, è stata un po’ la goccia che ha fatto traboccare il vaso: “Soprattutto se si considera che la manovra di bilancio contiene una riforma organica del sistema bancario totalmente estranea al bilancio e quindi un tema di confronto politico pesante che può essere trattato solo con una maggioranza nel pieno dei suoi poteri e con gli incarichi confermati”, fa notare il consigliere di Fratelli d’Italia.
Ora gli esponenti del partito di Giorgia Meloni intendono chiedere una verifica delle relazioni politiche di Fratelli d’Italia con le forze in maggioranza regionale che partecipano alla maggioranza trentina: “Esse sono fonte di equivoci per gli interessi comuni e per l’interesse regionale e devono essere chiarite. Avevamo detto che non avremmo dato più nulla per scontato – ricorda Urzì – e lo abbiamo semplicemente dimostrato facendo rinviare l’esame del rendiconto e del bilancio in assenza del presidente della Regione”.


















