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L’Austria apre al suicidio assistito, dal 2022 si potrà scegliere di porre fine alla propria vita

Il Governo austriaco ha deciso di modificare le regole sul suicidio assistito: dal 2022 infatti entrerà in vigore una nuova legge che lo renderà possibile a tutti gli effetti

Di Francesca Cristoforetti - 25 ottobre 2021 - 18:02

VIENNA. Dopo una lunga discussione il Governo austriaco ha deciso di modificare le regole sul suicidio assistito: dal 2022 infatti entrerà in vigore una nuova legge che lo renderà possibile a tutti gli effetti.

 

Come riporta il quotidiano austriaco Der Standard, finora non era permesso ricevere aiuto nel caso in cui si volesse porre fine alla propria esistenza. Quasi un anno fa la Corte costituzionale austriaca (Verfassungsgerichtshof) ha dichiarato il reato di suicido assistito incompatibile con il diritto all’autodeterminazione, quindi sarebbe una contraddizione “proibire qualsiasi tipo di assistenza al suicidio senza eccezione”. Con l’attuale progetto il Governo ha rispettato quindi queste direttive: a partire dal prossimo anno la persona che fornirà assistenza non sarà quindi più perseguibile.

 

Gli interessati dovranno redigere una disposizione riguardo al suicidio, come conferma che la loro decisione è definitiva. Tale disposizione non potrà essere redatta da qualsiasi persona, ma solo da coloro che sono affetti da patologie incurabili o da malattie gravi e permanenti che comprometterebbero il loro intero stile di vita in modo irreversibile. Sarà però necessario essere maggiorenni e capaci di intendere e di volere.

 

Il soggetto interessato potrà quindi ottenere il farmaco letale in farmacia, dopo l’autenticazione delle sue volontà da un notaio. Sarà obbligatorio il parere di due medici, di cui uno può essere il medico di famiglia o il medico curante, mentre l’altro dovrà essere qualificato nel campo delle cure palliative. Se anche solo uno dei due medici dovesse avere dei dubbi, entrerà in gioco il parere di uno psicologo o psichiatra.

 

Dovranno poi passare dodici settimane prima che la volontà del paziente possa essere messa in atto, il periodo di tempo viene ridotto eccezionalmente a due settimane nel caso in cui la morte sia già imminente. Contemporaneamente al nuovo regolamento sull’eutanasia verranno ampliati gli hospice e i centri per le cure palliative.

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