Via libera in Austria al suicidio assistito per chi soffre di “condizioni debilitanti e permanenti” e per i malati terminali
Il Parlamento austriaco aveva approvato le nuove disposizioni a larga maggioranza nelle scorse settimane: con l'anno nuovo ora la legge è entrata in vigore

TRENTO. Le nuove disposizioni erano state approvate a larga maggioranza in Parlamento nelle scorse settimane (Qui Articolo) e ora, con l'arrivo del nuovo anno, in Austria è entrata in vigore la legge che permette a malati terminali e a chi soffre di “condizioni debilitanti e permanenti” di ricorrere al suicidio assistito. Una possibilità già garantita ai propri cittadini da Spagna, Belgio, Paesi Bassi e Svizzera, mentre in Italia il Parlamento ne sta discutendo proprio in queste settimane.
Quando ricorre al suicidio assistito, il malato decide volontariamente di assumere il farmaco necessario a porre fine alla propria vita. In Austria la pratica rimarrà vietata per chiunque soffra di problematiche relative alla salute mentale e per i minorenni, mentre per tutti gli altri saranno in vigore regole molto stringenti per poter accedere alla procedura.
Ogni caso infatti sarà infatti seguito da due medici (di cui uno specialista di cure palliative) e, dopo la diagnosi, i malati dovranno dimostrare di essere in grado di intendere e volere. A quel punto, in seguito all'approvazione dei due specialisti, bisognerà aspettare un periodo di 12 settimane (che possono essere ridotte fino a 2 per chi soffre di malattie terminali) per escludere la possibilità che la scelta venga presa dal paziente in un fase di crisi temporanea.
Se il malato confermerà a quel punto la propria volontà, potrà ottenere i farmaci necessari a porre fine alla propria vita in farmacia, dopo averlo comunicato a un legale o notaio. Per evitare eventuali azioni nei confronti delle strutture che forniranno i farmaci, dice la Bbc, i nomi delle farmacie che li vendono non saranno pubblici, ma verranno comunicati solo agli avvocati e ai notai contattati dal paziente. Dopo l'approvazione della legge, le autorità austriache hanno comunque assicurato che nuovi fondi verranno erogati per sviluppare il settore delle cure palliative, assicurandosi quindi che per i pazienti terminali ci siano sempre altre opzioni disponibili oltre al suicidio assistito.














