Certificato di malattia senza visita in ambulatorio, ecco la novità. L’Ordine dei Medici del Trentino avverte: "Scelta ragionevole, ma non per tutti i casi"
Per il presidente De Pretis la televisita "deve essere applicata solo in determinate situazioni non dove è necessaria una valutazione clinica”. La novità è contenuta nel disegno di legge sulle semplificazioni, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale e consentirà di eliminare l'obbligo per il lavoratore di recarsi fisicamente dal medico

TRENTO. Ottenere il certificato di malattia per il lavoro dal proprio medico di base attraverso una televisita da remoto. È questa una delle novità contenute nel disegno di legge sulle semplificazioni pubblicato in Gazzetta ufficiale e che entrerà in vigore il 18 dicembre.
“Il medico di famiglia potrà rilasciare il certificato per l'assenza del lavoratore dovuta alla malattia, diversamente a quanto avviene oggi, anche a distanza tramite una televisita. L'articolo 58 del provvedimento equipara la certificazione effettuata da remoto, attraverso la telemedicina, a quella tradizionale in presenza” ha spiegato la Federazione Italiana dei Medici di Medicina generale.
Non sarà una novità immediata perché "la legge rinvia ad un successivo accordo che sarà assunto in Conferenza Stato-Regioni, senza indicare nessuna precisa scadenza: in questa sede, su proposta del Ministro della Salute, saranno definiti i casi e le modalità del ricorso alla telecertificazione. Fino ad allora resteranno in vigore le regole attuali: il medico deve accertare di persona le condizioni del paziente” spiega ancora la Fimmg. Occorre ancora attendere un po' perché la novità si concretizzi ma intanto la strada è segnata e rappresenta un cambiamento molto importante.
A confermarcelo è anche il presidente dell'Ordine dei Medici, Giovanni De Pretis, che però sottolinea anche dei limiti. “È chiaro che una valutazione clinica e medica fatta per via telefonica o a distanza non può essere considerata come una visita tradizionale di persona. Queste modalità – spiega – potranno essere utilizzate in determinati casi che dovranno essere decisi come il prolungamento di certificazioni o altri casi semplici di pazienti già ben conosciuti”.
Difficile, quindi, pensare che tutte le valutazioni potranno essere fatte a distanza.
“In alcune determinate situazioni - spiega ancora De Pretis - sicuramente la televisita può essere una scelta ragionevole perché riduce il disagio per gli utenti e la mobilità. Ma deve essere applicata in situazioni giuste non dove è necessaria una valutazione clinica”.












