Malata di cancro terminale, 78enne decide di togliersi la vita con il suicidio assistito: è la prima volta in Veneto
Gloria, artigiana tappezziera, era affetta da una patologia oncologica irreversibile e aveva pertanto chiesto di poter porre fine alla propria sofferenza. È stata la prima in Veneto ad aver avuto 'accesso' al suicidio medicalmente assistito

TREVISO. Aveva chiesto di poter porre fine alla proprie sofferenze ormai 8 mesi fa, Gloria (così aveva deciso di farsi chiamare durante la sua lotta ndr), paziente oncologica di 78 anni che si era appellata anche a Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, affinché le venisse dato l'ok. Un iter burocratico avviato a novembre 2022, grazie all'assistenza dei legali dell'associazione Luca Coscioni e terminato soltanto ieri, dopo lunghi mesi d'attesa, durante i quali la malattia non aveva fatto altro che peggiorare.
Gloria, artigiana tappezziera, era affetta da una patologia oncologica irreversibile e aveva pertanto chiesto di poter porre fine alla propria sofferenza. A fine marzo 2023, l'Azienda sanitaria aveva comunicato alla paziente che il Comitato etico aveva rilevato la sussistenza dei requisiti previsti dalla sentenza 242/2019 (caso Cappato ndr) della Corte Costituzionale, 'dedicata' al suicidio medicalmente assistito.
Ad aprile, era stata indicata la tipologia di farmaco e la modalità di assunzione per poter procedere, 'medicinale' che sarebbe stato fornito dall'Azienda sanitaria il giorno dell'evento. Poi, tuttavia, uno stallo nelle procedure l'aveva costretta ad attendere a lungo, fino al 12 luglio, quando Gloria si era appellata a Zaia e alle massime autorità della Regione Veneto, facendo presente che, nonostante l'ok ricevuto, non le era ancora stato possibile procedere. L'Azienda sanitaria, il 6 luglio, le aveva infatti comunicato la necessità di avviare nuove verifiche prima della consegna del farmaco letale.
Nel corso del tempo la 78enne aveva pensato ad ogni singolo dettaglio, per prepararsi e preparare i propri cari alla sua morte. Aveva contattato le pompe funebri e reso partecipi amici e parenti del proprio desiderio. Ieri, 23 luglio, si è infine congedata da tutti, poco prima di 'assumere' un farmaco letale alla presenza di un medico. Si è trattato del primo caso in Veneto con il via libera della regione. Prima di lei, Federico Carboni, nelle Marche, aveva avuto accesso al suicidio medicalmente assistito. Era stato il primo in Italia.


















