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Nella circolare alle scuole, l'assessora all'Istruzione scambia il “Dante Dì” per l'anniversario di morte del poeta. Lo storico: “Altra bocciatura in storia”

L'assessora all'Istruzione Elena Donazzan, già salita agli onori della cronaca per aver cantato “Faccetta nera” in radio, ha inviato una circolare alle scuole in occasione del 25 marzo, anniversario della fondazione di Venezia e “Dante Dì”. “Data significativa per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta”. Il medievista Ceschin: “Altra bocciatura in storia”

Di Davide Leveghi - 26 marzo 2021 - 17:33

VENEZIA. “Il 25 marzo 2021 è una data significativa per la cultura italiana e la storia del mondo. Si celebreranno i 1600 anni dalla nascita della città di Venezia e i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta Dante”. Comincia così la circolare inviata ai dirigenti scolastici, personale docente e agli alunni delle scuole venete da parte dell'assessora regionale all'Istruzione Elena Donazzan.

 

La coincidenza del “Dante Dì” e del genetliaco del capoluogo veneto ha dato l'occasione alla rappresentante di Fratelli d'Italia di invitare i destinatari del documento “anche in questo difficile e lungo periodo” a “riflettere su chi siamo veramente, sulle nostre radici culturali, sul grande passato che ci ha modellati come popolo e come nazione e sul futuro che dobbiamo saper disegnare a partire da nostra matrice culturale”.

 

Tutto passa attraverso la conoscenza e la consapevolezza e la scuola resta il luogo per antonomasia per animare cultura e conoscenza”, si legge in un altro passaggio. Peccato che la stessa assessora sia incorsa in un errore non indifferente: il 25 marzo, infatti, non è stato eletto a “Dante Dì” in quanto 700º anniversario della morte del Sommo Poeta, ma perché il viaggio della Commedia sarebbe cominciato in quella data.

 


 

Durante di Alighiero degli Alighieri, più conosciuto come Dante Alighieri, morì nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, all'età di 56 anni. Come noto, non a Firenze, sua amata città natale, bensì in esilio a Ravenna, dove venne accolto nella corte dei da Polenta.

 

Lo strafalcione, piuttosto evidente, non è certo passato inosservato. “Elena Donazzan ancora bocciata in storia – ha scritto il medievista Daniele Ceschin – ieri l'assessore all'istruzione della Regione Veneto (la stessa, per intenderci, che ha cantato alla radio 'Faccetta nera'), ha scritto a tutte le scuole che il 25 marzo ricorrono i 700 anni dalla morte di Dante... alcuni giornali hanno ripreso l'errore... 'Drio come i cagneti', direbbe el Pojana”.

 

Il riferimento dello storico è andato ad un episodio avvenuto lo scorso gennaio, quando l'assessora, invitata ad un noto programma radio, aveva intonato 'Faccetta nera' (QUI l'articolo), sollevando un vespaio e venendo anche bannata dai social (QUI l'articolo). Sulle pecche in storia della referente veneta per l'istruzione è poi intervenuto anche il Partito democratico di Bassano del Grappa, città natale di Donazzan.

 

“Ieri si festeggiavano due date molto importanti. Il 25 marzo è la data in cui è stata fondata la città di Venezia, l'inizio di una storia gloriosa e millenaria. Inoltre gli studiosi hanno ipotizzato che il 25 marzo fosse la data dell'inizio del meraviglioso viaggio di Dante nell'aldilà, quello che il mondo intero conosce come 'Divina Commedia' – hanno scritto in un lungo post – ieri (25 marzo, ndr) però l'assessore all'istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan ha inviato una lettera agli istituti scolastici veneti in cui faceva riferimento al 25 marzo come alla data della morte di Dante”.

 

“Il sommo poeta è però morto la notte tra il 13 e il 14 settembre 1321, non il 25 marzo – continuano – bastava consultare un'enciclopedia. Anche solo wikipedia. Nella lettera però c'era un errore di battitura (muove e non muore) e dopo la polemica sui social, l'ufficio stampa della Donazzan ha spedito una 'errata corrige' non per lo svarione sulla data, ma per l'errore di battitura (il riferimento va ad una frase contenuta nella circolare, che recita: 'Il 25 marzo 1321 muove Dante, dopo aver visitato in esilio...'. Ndr). Ovviamente accusando chiunque di voler strumentalizzare un semplice errore di battitura. Insomma, sommo il poeta come somme sono l'ignoranza e l'arroganza di chi dovrebbe rappresentare la scuola in Veneto. E purtroppo non è un errore di battitura”.

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