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| 23 mar 2023 | 13:08

Il Comune concede la cittadinanza onoraria a Liliana Segre ma l’assessore alla cultura esce dall’aula: “Dovevo fare una telefonata”

Al momento del voto Pietro Avanzi, esponente di Fratelli d’Italia, è uscito dall’aula scatenando la rabbia dell’opposizione: “Per noi è un problema serio che l’assessore alla cultura non si occupi di un tema così importante, strettamente collegato con un parte tanto triste quanto chiave della storia della nostra città e dell’Italia”

Il Comune concede la cittadinanza onoraria a Liliana Segre ma l’assessore alla cultura esce dall’aula
di Tiziano Grottolo

DESENZANO DEL GARDA. Nei giorni scorsi il Consiglio comunale di Desenzano del Garda ha concesso la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, la senatrice a vita che da bambina era stata deportata in un campo di concentramento perché ebrea. L’Anpi parla di un provvedimento dall’alto valore simbolico considerando che la città gardesana, verso la fine della Seconda guerra mondiale, era stata la sede dell’ispettorato della razza della Repubblica sociale Italiana, il governo fantoccio e filonazista di Benito Mussolini.

 

Tutto liscio dunque? Niente affatto, perché durante la seduta non sono mancate le polemiche. L’assessore alla cultura Pietro Avanzi, esponente di Fratelli d’Italia, è uscito al momento del voto. “Per noi è un problema serio che l’assessore alla cultura non si occupi di un tema così importante, strettamente collegato con un parte tanto triste quanto chiave della storia della nostra città e dell’Italia”, punta il dito Stefano Terzi, ex candidato sindaco sostenuto anche dal Partito Democratico.

 

“Forse – prosegue terzi – proprio questa ‘rimozione’ di cosa sia stato il fascismo porta l’assessore ad assumere discutibili posizioni politiche”. Dall’opposizione si chiedono se l’assessore sia adeguato per ricoprire il suo incarico: “Le sue posizioni sono coerenti con quelle del sindaco e della maggioranza che hanno avuto posizioni chiare e ferme sul tema dell’antifascismo?”.

 

Dal canto suo Avanzi parla di un “ingiustificato attacco da parte di alcune forze politiche”. L’assessora infatti dichiara di essere uscito dall’aula per rispondere a un’importante telefonata. “Non parlo mai di questi temi proprio perché li ritengo ‘interiori’ e ognuno ha il diritto di affrontarli come la propria coscienza lo impone. I conti con la storia non li potremo mai chiudere, il senso di colpa collettivo di un intero popolo rimarrà fissato per generazioni. Non sarà mai dimenticato o sopito. Ci conviviamo ogni giorno, ognuno nella sua intimità. Guardiamo al futuro senza dimenticare il passato”, conclude Avanzi. 

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