Provinciali 2023, i giovani dell'Upt: ''Qualcosa non va se sono ancora Dellai e Piccoli a lanciare progetti. Mancano nuovi leader autorevoli''
Et Tahiri Youness è un giovane dell'Unione per il Trentino ed è consigliere comunale a Lavis. Sulle nuove generazioni e la politica spiega: "I giovani si trovano spesso spaesati e molte volte mancano la continuità e la voglia di affrontare la gavetta. Ma anche chi è in politica da tempo dovrebbe avere più pazienza e aiutare i ragazzi e le ragazze che vogliono entrare in questo mondo"

TRENTO. “Se ci sono due persone come Dellai e Piccoli che lanciano un progetto politico per le provinciali del 2023, cosa significa? Beh che manca qualcuno, mancano quelle persone che sono capaci di portare oggi avanti ancora certi ideali”. Et Tahiri Youness è un giovane dell'Unione per il Trentino ma è anche uno dei più giovani consiglieri comunali presenti in Trentino. Lui vive a Lavis e gran parte della sua giornata la dedica alla propria comunità, alla politica che da anni è la sua passione.
Youness Et Tahiri, quando legge che due persone come Lorenzo Dellai e Paolo Piccoli lanciano un progetto politico per il 2023 lei cosa pensa?
Mi viene da pensare subito 'ma perché sempre gli stessi'? Ma se due personaggi come Dellai e Piccoli, se sono sono ancora loro a mettersi in prima linea è perché evidentemente manca qualcuno. Manca qualcuno che si sappia imporre e portare avanti determinati ideali.
Lei conosce molto bene Dellai, fondatore dell'Upt.
Certamente. L'ho conosciuto e ho frequentato la scuola politica che aveva organizzato in passato. E' uno dei pochi politici che lo fa per passione, ascolta gli altri, è un personaggio lungimirante. Quello che ha costruito negli anni è un bagaglio che può usare adesso. Fare politica significa anche mettere in pratica idee e applicare strategie di comunicazione. Ha quell'autorevolezza che oggi a un giovane manca così difficilmente gli altri ti seguono.
Tu da giovane amministratore come vedi la politica adesso?
Manca di competenza ma soprattutto la cosa che ho potuto affrontare è che manca il dialogo. Il dialogo che prevede il dirsi le cose ma anche sapersi ascoltare e venirsi incontro. Le esigenze sono molteplici. Proprio questo un problema, è un concetto base ma è la chiave di tutto. Non ci si ascolta.
E' i giovani?
Io sto vedendo tantissime difficoltà nel far percepire il bene comune ai giovani. Non è un discorso di aver voglia di impegnarsi. Ma è la politica che è diventata qualcosa di frustrante, vive di meccanismi propri. I giovani si trovano spaesati e la barca la guidano allora i “vecchi lupi”.
Ma questi “vecchi lupi” non dovrebbero secondo te lasciare spazio alle nuove generazioni?
Se mi avessi fatto questa domanda cinque anni fa avrei detto assolutamente di sì, devono lasciare spazio ai giovani. Oggi, però, mi pongo una questione in più. Io ho visto molte persone che si sono messi in gioco ed ho avuto modo di collaborare con diversi ragazzi e ragazze. Moltissimi, però, si perdono per strada. E' un discorso di continuità, bisogna avere la capacità di resistere, di fare gavetta e sopportare anche lo stress della politica. E' quello che ti consente di portare avanti le tue idee.
Allora le nuove generazioni devono fare autocritica.
Si, in parte i giovani devono fare autocritica, ma anche i cosiddetti “anziani” dovrebbero essere più pazienti e accompagnare le nuove generazioni in questo percorso. Servono persone che prendono iniziative.
Guardando alle elezioni provinciali del 2023, quali sono i temi secondo te che devono essere fondamentali?
Considero principale la scuola. Il secondo tema è poi quello dell'ambiente che è ricollegato al primo. Il terzo tema è quello sociale e quello del lavoro, quest'ultimo importante anche per fare in modo che tantissimi giovani rimangano in Trentino invece di andarsene.














