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| 17 nov 2021 | 18:52

Provinciali 2023, i giovani di Azione: ''Fateci contare anche nel fare i programmi''. Grisenti? ''Non possono essere persone del passato a risolvere problemi di oggi''

Matteo Piccolotto, 21 anni, è uno dei giovani di Trentino in Azione, il movimento il Carlo Calenda. "L'ambiente è uno dei temi importanti oggi e per il futuro. L'onda verde che si sta muovendo è un tema centrale. Il Trentino su questo è sempre stato avanguardia e non può permettersi di rimanere indietro"

In centro Matteo Piccolotto
In centro Matteo Piccolotto

TRENTO. Dalla necessità di essere lungimiranti, di guardare al futuro a quella di trovare delle risposte che non “possono arrivare da chi è in politica da anni. Serve un ricambio”. E' questo quello che serve oggi per Matteo Piccolotto, 21 anni, con un'enorme passione per la politica e referente dei giovani di Azione, la forza politica che vede in Coniglio provinciale l'ex governatore Ugo Rossi e come leader nazionale Carlo Calenda.

 

Una delle formazioni politiche più giovani e che nel 2023 si presenterà per la prima volta alle elezioni provinciali.

 

Matteo Piccolotto, lei ha 21 anni ed ha iniziato presto ad occuparsi attivamente di politica. Come lo giudica questo mondo?

Vedo quello che è un problema che si riscontra in tutto il paese. Manca una visione di lungo periodo. Questa continua mancanza di attenzione verso il futuro sia della nostra Provincia ma anche dell'intero Paese. E' un'opinione che percepisco anche in tanti altri miei coetanei. C'è una mancanza di prospettiva, di un percorso chiaro verso cui ci stiamo dirigendo. Manca insomma una visione di futuro. Manca un piano con il quale si possa dire: i giovani di adesso ecco cosa avranno per il loro futuro.

 

E secondo lei perché?

Perché siamo in un circolo vizioso. I giovani oggi non si sentono rappresentati e quindi non vanno a votare. I partiti questo lo sanno benissimo e il loro interesse verso le nuove generazioni è il più delle volte basso. I programmi spesso sono concentrati solo sulla soddisfazione di meri interessi elettorali nel breve periodo.

 

Ma voi, giovani di Azione, quali sono i temi che ritenete importanti?

Sicuramente l'ambiente, l'onda verde che si sta muovendo è un tema centrale. Il Trentino su questo è sempre stato avanguardia e non può permettersi di rimanere indietro. Stiamo parlando di una parte fondamentale dello sviluppo futuro.

Non può mancare il tema dell'istruzione, la conoscenza e la formazione, ma anche tutti i processi di orientamento. Un terzo aspetto importante sono le case per le giovani coppie. E' un problema che si farà sempre più sentire.

 

I partiti, secondo lei, lasciano abbastanza spazio alle nuove generazioni?

Devo dire che sono abituato troppo bene all'interno di Azione e non percepisco questo problema. Nel nostro caso i giovani non hanno il loro recinto separato, non c'è una associazione giovanile. Io siedo nel comitato provinciale e le discussioni sono fatte tra pari. C'è uno spazio adeguato e certo deve essere favorito dalla “vecchia guardia”. Ma nel nostro caso l'attenzione c'è.

 

Nei giorni scorsi si è discusso del Manifesto lanciato da Dellai e lui stesso ha spiegato che i giovani sono importanti. Come pensi tu che si possano tradurre queste parole in fatti concreti?

Non vogliamo che i giovani siano trattati come fossero una “riserva'' come ''un panda protetto'' e lasciati poi da parte. E non vogliamo andare bene solo per le foto sui giornali. A noi non interessa la rappresentanza dei giovani in quanto tale ma vogliamo essere importanti anche per i programmi e per le proposte concrete.  Farci inserire, per esempio, nelle liste rende poca giustizia alle istanze importanti che portiamo avanti. Ci sono temi fondamentali che vogliamo trattare concretamente.

 

Anche l'ex assessore provinciale Silvano Grisenti si è fatto avanti. 

Non possiamo pensare che ci siano persone del passato a risolvere i problemi di oggi. 

 

Però non vedi un po' di immobilismo nei partiti? Questa iniziativa è arrivata  in qualche modo dall'esterno.

E' un problema che c'è in tutta la politica italiana perché manca una ricerca della rappresentanza. Per noi è fondamentale cercarla sui territori dando voce alle persone e questo si è fatto poco.

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