Provinciali 2023, parlano i giovani. Agosti (Patt): ''Dellai? Piccoli? Grazie dei consigli utili ma lasciate ora alle nuove generazioni costruirsi il proprio futuro''
"Competenza" è questa la parola chiave in politica per i giovani del Patt. Il segretario del movimento delle Stelle Alpine spiega: "La politica italiana in questo momento sta dimostrando poca competenza che nella crisi che stiamo vivendo sarebbe fondamentale". E sul progetto lanciato da Lorenzo Dellai per le provinciali del 2023: ''Va bene lanciare l'iniziativa ma ad un certo punto serve lasciare spazio ad altri''

TRENTO. “Servono competenze e chi ha fatto il proprio percorso in politica deve lasciare ad altri la possibilità di costruire il proprio futuro con idee nuove e progetti che guardano anche oltre il 2023”. Mauro Agosti ha 30 anni ed è della Val di Non. Lo mette subito in chiaro. “Io sono Livo” ci dice e se di professione fa l'assicuratore in ambito agricolo, nella vita ha anche una grande passione che è quella della politica. E' lui infatti il segretario dei Giovani del Patt, il partito delle stelle alpine trentine. Per Mauro “Politica e competenza” sono termini fondamentali per il governo della cosa pubblica dove oggi però occorre lasciar spazio ai giovani.
Mauro Agosti, lei è il segretario di un movimento giovanile molti attivo. Fate incontri, iniziative sul territorio provinciale e non solo. Come vede l'attuale fase politica che stiamo vivendo?
Purtroppo mi spiace vedere che i partiti sono in forte crisi generale tanto da dover attingere a personalità esterne. Draghi non è un tecnico ma nemmeno un leader di partito. E' una persona che ha autorevolezza. Ed è questo che oggi purtroppo manca nelle formazioni politiche nazionali: non si trovano leader autorevoli. E quando parlo di autorevolezza, parlo di competenza. La politica italiana in questo momento sta dimostrando poca competenza che nella crisi che stiamo vivendo sarebbe fondamentale. Competenza nel trattare alcuni temi, ma anche competenza nel dialogare, nel confrontarsi e non solo scontarsi.
Questo è quello che pensa della politica nazionale ma a livello provinciale invece?
Qui da noi la Giunta sembra al momento stabile. Ma la Lega non è più quel partito che avevamo visto nel 2018. Ci sono stati diversi cambiamenti che hanno indebolito non tanto l'azione ma la stessa motivazione di questo governo provinciale. Abbiamo assistito ad alcune persone che hanno lasciato il partito di Salvini per approdare in altri lidi. E uno degli elementi più pensanti che questa giunta sta scontando è l'inesperienza. La lega è stata per anni all'opposizione poi è passata a governare con un grosso numero anche di consiglieri. La campagna elettorale è una cosa ben diversa, però, del governare la cosa pubblica. Serve un approccio ben più concreto.
Se guardiamo alle prossime elezioni provinciali che si terranno nel 2023, quali sono, secondo te, le tematiche che devono essere portate avanti?
Come giovani del Patt riteniamo fondamentale portare avanti il dialogo regionale anche a livello di forze politiche. Questo è importante per la nostra Autonomia. Per questi riteniamo l'Euregio essenziale per guardare anche oltre Bolzano.
C'è poi il tema della formazione, della conoscenza delle lingue. Sono aspetti che oggi dobbiamo tenere in considerazione sempre di più per guardare al momento e alla globalizzazione. Un terzo tema è ovviamente l'ambiente e la sostenibilità ma anche le infrastrutture sia digitali che stradali. Per il Trentino sono concetti chiave.
Sempre guardando alle prossime elezioni provinciali Lorenzo Dellai ha lanciato il suo progetto e sulla stessa strada si è unito anche Paolo Piccoli. Due esponenti di una politica che per i giovani è quasi sconosciuta. Cosa ne pensa?
Chiaramente se c'è un progetto al centro, il Patt deve essere il protagonista principale. Quel centro moderato che rappresenta ed è capace anche di catalizzare interessi e progettualità.
Il fatto che queste persone lancino l'iniziativa a me personalmente va bene, ma io lo considero come una sorta di consiglio dato da un padre al proprio figlio. Noi li ringraziamo ma da un certo punto in poi devono lasciare ad altre persone la guida del proprio futuro. E' cambiato il modo di fare politica.














