Rossi: ''Per Fugatti le fondamenta su cui poggia l’autonomia sono le risorse? Il punto più basso raggiunto in un atto di governo''
Fra Fugatti e Rossi è scontro sul senso dell’autonomia: “La venetizzazione dell’autonomia, nella relazione di bilancio tante cifre ma mancano le idee. Quando si scrive qualcosa si dovrebbe almeno rileggere perché tutto ciò stride con il senso stesso della nostra specialità”

TRENTO. “Davvero pochi ricordano che le fondamenta su cui poggia l’autonomia sono e rimangono pur sempre le risorse”, è questa una delle frasi messe nero su bianco nella relazione al bilancio dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti. Parole che hanno fatto trasalire l’ex presidente (oggi fra i banchi dell’opposizione) Ugo Rossi che attacca: “È il punto più basso raggiunto in un atto di governo, quando si scrive qualcosa si dovrebbe almeno rileggere perché tutto ciò stride con il senso stesso della nostra specialità”.
Secondo Rossi le parole di Fugatti di fatto alimentano le accuse di chi afferma che il Trentino è un territorio privilegiato: “Sembra quasi che si dica siamo autonomi per avere più soldi – commenta l’esponente di Azione – questa è la venetizzazione dell’autonomia. La Regione guidata da Zaia infatti, come argomenti per chiedere la specialità sostiene di versare molti contributi nella casse dello Stato. Del resto la cultura politica è la stessa”.
Rossi proprio non ci sta e, riferendosi alla parole di Fugatti, evoca termini come “macigno” e “ferita”. “L’autonomia – spiega – è fatta di passione, c’è un portato storico, una propensione all’autogoverno del territorio, voglia di innovazione e la volontà di fare meglio. Poi per carità le risorse servono ma non possono essere considerate le fondamenta, altrimenti si svilisce il senso dell’autonomia”. Proprio su quest’ultimo tema l’ex presidente rivendica i risultati ottenuti durante la sua legislatura.
“Il fondamento dell’autonomia – conclude Rossi – è il popolo, oggi chi governa dovrebbe chiedersi qual è l’emergenza sociale ed economica che si deve affrontare nel medio-lungo periodo. Ecco, secondo me riguarda la bilancia demografica, siamo di fronte a uno sbilanciamento sociale perché la popolazione invecchia ma ci sono pochi giovani. Ciò si traduce in poca manodopera, un problema già rilevato dalle nostre imprese. Dovremmo domandarci cosa possiamo fare per riequilibrare la bilancia e affrontare i grandi problemi che riguardano anche il Trentino. Purtroppo di tutto questo non c’è traccia nella relazione al bilancio di Fugatti dove c’è un lungo elenco di cifre ma mancano le idee”.














