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| 02 giu 2021 | 11:53

“Si può Fare” nel caos, Silvia Zanetti: ''Adesione a 'Coraggio Italia'? Pronta alle vie legali contro delibere illegittime''

Acque agitate in "Si può fare", l'ex candidata sindaca e consigliera comunale Silvia Zanetti critica nei confronti della segreteria e la decisione di aderire a "Coraggio Italia": " “E’ stata totalmente ignorata l’anima autonomista e la base civica e quella popolare del gruppo. Un’azione isolata posta in essere da poche persone che rappresentano soltanto sé stesse”

“Si può Fare” nel caos, Silvia Zanetti: Adesione a 'Coraggio Italia'?
di Redazione

TRENTO. “Mi ritengo danneggiata dalle discutibili modalità esecutive adottate sino ad ora e mi riservo di adire le vie legali per tutelare la mia immagine di eletta in Consiglio Comunale”. Non usa mezzi termini l'ex candidata sindaca e consigliera comunale di “Si può Fare”, Silvia Zanetti, in merito alla decisione della realtà politica di cui fa parte di aderire a “Coraggio Italia” il nuovo movimento politico nazionale nato nei giorni scorsi guidato dal sindaco di Venezia Brugnaro, il governatore della Liguria Toti e con al suo intervento anche l'ex forzista Michaela Biancofiore. (QUI L'ARTICOLO)

 

Che le acque all'interno di “Si può fare!” non fossero del tutto tranquille lo si era capito anche nei giorni scorsi con la spaccatura che si era venuta a creare per l’indirizzo preso dalla segreteria per nulla apprezzato non solo dall'ex candidata sindaca Zanetti ma anche da Paolo Primon di “Popoli liberi”. (QUI L'ARTICOLO)

 

“E' mio dovere, insieme a coloro che hanno permesso di raggiungere il nostro positivo risultato elettorale – spiega Zanetti - dissociarmi da questa presa di posizione e da chi sta manovrando nell’ombra per fare aderire 'Si può fare!' alla forza nazionale 'Coraggio Italia'. Siamo basiti nell’apprendere che una ristretta cerchia di persone ha dichiarato che la giunta esecutiva di 'Si può fare!' ha manifestato volontà unanime di aderire al nuovo movimento nazionale”.

La consigliera comunale si è detta pronta ad utilizzare tutti gli strumenti idonei per contrastare eventuali irregolarità sottolineando che si deve contestare la legittimità della delibera assunta dalla giunta esecutiva, per molteplici ragioni. “L’articolo 3 dello Statuto – spiega Zanetti - limita in modo inequivocabile l’azione politica di Si può fare! al territorio provinciale. Ma accanto a questo anche il fatto che la giunta esecutiva non ha il potere di approvare o determinare le linee generali programmatiche dell’attività dell’associazione”.

 

Per la consigliera comunale non è possibile parlare di scelte unanimi della giunta esecutiva quando “risultano assenti la metà dei membri” criticando anche le modalità con le quali sono stati modificati ordini del giorno e convocazioni di riunioni.

 

“Se ciò non bastasse – continua Zanetti - si apprende dalla stampa che questa decisione politica è stata adottata da pochi in seguito all’assenso di Silvano Grisenti, il quale risulterebbe essere aspirante associato di 'Si può fare!' e, nel contempo, attuale presidente di Progetto Trentino”.
 

Dalla consigliera Silvia Zanetti parole molto dure nei confronti dell'attuale segreteria. “E’ stata totalmente ignorata l’anima autonomista e la base civica e quella popolare del gruppo, attraverso manovre rapide, quasi in sordina, frenetiche convocazioni degli organi di 'Si può fare!' a tarda sera, con improvvise ed ingiustificate variazioni dell’ordine del giorno, solo con l’intento di evitare un confronto democratico con i tanti interpreti che hanno sostenuto il progetto, alcuni anche candidando in prima persona. Ciò a dimostrazione del fatto che si tratta evidentemente di un’azione isolata posta in essere da poche persone che rappresentano soltanto sé stesse”.

 

 

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