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Dentro Fratelli d'Italia è un tutti contro tutti, Gerosa va al tavolo della coalizione e Ambrosi attacca: ''Sugli orsi parole preoccupanti. Smentisca''

La leader provinciale del partito di Giorgia Meloni ha semplicemente portato al tavolo della coalizione di destra il lavoro fatto in questi mesi per costruire un piano di gestione e si è scatenata una pioggia di critiche. E' intervenuto prima Paccher e poi la parlamentare Ambrosi che ha attaccato in maniera diretta Gerosa. Con lei anche Claudio Cia e Giacomo Bezzi. Il tutto mentre continuano le uscite a mezzo stampa di ex leghisti preoccupati per i veti di Fugatti sui loro nomi

Di Luca Pianesi - 18 agosto 2023 - 17:44

TRENTO. C'è chi prova a costruire, faticosamente, al partito un profilo governativo, serio e credibile e chi dagli scranni di Roma, tra un tweet e una prima pagina conquistata sulla spiaggia, attacca senza costrutto dimostrando che Fratelli d'Italia non è un partito compatto in Trentino ma al contrario ha all'interno diverse anime da sempre in contrasto tra loro. Stanno emergendo in queste ore di frenesia pre-elettorale tante contraddizioni, troppe anche a guardarle dal governo nazionale, con il blocco degli ex leghisti che teme di essere escluso dalla corsa elettorale e chiede addirittura rassicurazioni pubbliche a mezzo stampa e un'incredibile attacco della parlamentare Alessia Ambrosi (con anche Cia e Bezzi) alla leader provinciale Francesca Gerosa.

 

La ragione? Perché quella che per mesi è stata la candidata presidente di Fratelli d'Italia (oggi vicepresidente dopo il via libera alla ricandidatura di Fugatti alla guida della coalizione di destra) ieri ha partecipato per la prima volta alla riunione di coalizione e ha posto sul tavolo dei temi che sono quelli caratterizzanti il percorso politico di questi mesi di Fratelli d'Italia in Trentino e che hanno differenziato il partito di Giorgia Meloni dalla Lega di Fugatti: dalla sanità alla questione bypass e il diverso approccio, centrato sull'ascolto, sulla strutturazione di proposte concrete e credibili e sull'analisi di problemi enormi aperti da questa amministrazione provinciale sono le ragioni per le quali ora i voti stanno sul piatto di Fratelli d'Italia e non più sul piatto della Lega e che danno una prospettiva elettorale ai primi molto interessante.

 

Tra questi argomenti c'è anche quello della gestione orsi. Gerosa in questi mesi agli slogan e alle promesse fugattiane (tutte cadute nel vuoto visto che nulla di concreto è stato fatto e i territori lo sanno bene) ha preferito lavorare a un progetto di gestione del fenomeno serio e credibile che riesca ad abbassare il drammatico livello di conflittualità che si è creato con una gran parte di paese e tra gli stessi trentini e permetta, finalmente, di affrontare i problemi. E l'unica parola che abbia un senso concreto in questo campo rispetto alle leggi nazionali ed europee esistenti è coesistenza (fermo restando il fatto che Gerosa ha sempre detto che la vita e la sicurezza delle persone viene prima di tutto e sicuramente prima di orsi o lupi ''problematici''), tutto il resto sono bugie e chiacchiere buone a imbonire poveri cittadini speranzosi.

 

Per questo Gerosa da settimane sta portando avanti un tavolo di lavoro con tecnici, parti sociali ed anche alcune associazioni animaliste e le sue proposte sono state consegnate al tavolo degli alleati ieri. Paccher, della Lega, è ''caduto dal pero'' dicendosi addirittura ''stupito'' per quanto portato da Gerosa. E, forse dimentico della posizione istituzionale ricoperta da presidente della Regione (e quindi di tutti i cittadini che la abitano), si scagliato addirittura contro il fatto che l'esponente di Fratelli d'Italia abbia dialogato con alcune associazioni animaliste. E in queste ore la stessa posizione è stata ripresa da vari esponenti di Fratelli d'Italia da Giacomo Bezzi (diventato da qualche tempo anche lui un fratello d'Italia) a Claudio Cia che, è noto, con Gerosa non ha mai avuto un buon feeling.

 

La più dura, però, è parsa Alessia Amborsi anche lei apparendo in qualche modo stupita da un percorso, quello di Gerosa sul tema, che va avanti da mesi e ha avuto ampio risalto sui media: ''Ho letto con stupore, preoccupazione e incredulità le parole della candidata Francesca Gerosa sugli orsi e sulle sue personali e un po’ incredibili intese con le organizzazioni degli animalisti. Parole che, se confermate, contraddirebbero clamorosamente la posizione tradizionale del nostro partito sul tema e che, a soli due mesi dal voto per le provinciali, costituirebbero un vero e proprio schiaffo alla stragrande maggioranza delle nostre elettrici e dei nostri elettori i quali, su questa tematica, delicatissima per la vita delle persone di tante valli trentine, chiedono una linea intransigente e netta senza seguire le sirene di certo mondo di estremismo animalista che tanti guai e disastri ha provocato''.

 

Insomma per Ambrosi Fratelli d'Italia dovrebbe appiattirsi sulle stesse posizioni del suo ex partito, la Lega. Una scelta inconciliabile sia con la realtà dei fatti (le leggi esistenti, il mondo in cui viviamo tutti) sia con una realpolitik che vorrebbe si marcasse una distanza almeno di stile (concertare, riflettere, dialogare non è per tutti ma può senz'altro essere una strada che paga come nel suo ha insegnato anche la Meloni su scala nazionale). Ambrosi ha quindi ricordato la famiglia Papi e la tragedia avvenuta a Caldes e ha concluso così: ''Spero quindi che Gerosa possa fare rapidamente chiarezza nell’interesse costruttivo di tutta la nostra comunità in vista di una scadenza elettorale così importante e per la quale siamo tutti in campo impegnati a produrre il massimo sforzo politico possibile''. Sarà pure così ma uscite di questo tipo servono evidentemente solo a distruggere dall'interno la coesione del partito e non possono che colpire gli elettori in senso negativo. Fratelli d'Italia in questo momento sembra un partito allo sbando tra chi cerca di accreditarsi agli occhi di Fugatti, impaurito dalle voci di epurazioni possibili, e chi sgomita per trovare spazio in lista e raggiungere il suo ''posto al sole''. Al momento, però, l'immagine che ne esce è tutt'altro che luminosa. 

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