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Tripla preferenza, Ambrosi si smarca dalla maggioranza: “Il mio voto non ci sarà, occupiamoci dei problemi dei cittadini e non di poltrone”

Ambrosi contro il ddl che vuole introdurre le tre preferenze: “Due sono più che sufficienti. Questo modello esiste per creare un rapporto tra il candidato e la gente, non per spostare pacchetti di voti in alleanze tra i vari candidati che potrebbero risultare poco trasparenti”

Di Francesca Cristoforetti - 06 ottobre 2021 - 19:21

TRENTO. Rimane ancora infuocato il dibattito sul ddl, nato dall’unificazione di due disegni di legge, che prevede l’abolizione della doppia preferenza di genere, per tornare a tre preferenze in materia di elezioni. Il dibattito aveva scosso associazioni ed enti che si battono per l’equità nella rappresentanza di genere in politica ed era stato fortemente criticato dal Partito Democratico e da Futura. Ora però anche la consigliera Alessia Ambrosi di Fratelli d’Italia attacca il ddl sulla terza preferenza: “Concentriamoci sulle cose da fare e non sulle poltrone: se si aumentano le preferenze, il mio voto in aula non ci sarà”.

 

Ambrosi non pone la questione su un piano di genere, ma piuttosto su quello della trasparenza: “Non ne faccio tanto una questione di parità di genere, credo che in fin dei conti, nell’anno 2021, le donne possano avere ambizioni di giocarsela alla pari con gli uomini senza timori e senza complessi. Ne faccio invece, e su questo non transigo, una questione di trasparenza della politica”.

 

Diverse le criticità evidenziate dalla consigliera di FdI la possibile creazione di gruppi e alleanze non ben definiti: “Una moltiplicazione delle preferenze per le elezioni provinciali in Trentino, che secondo una proposta di legge passerebbero da due a tre, rischierebbe di farci tornare in un terreno poco chiaro, fatto di cordate, gruppi, gruppetti e gruppettini, che a mio avviso rischierebbero di restituire alla politica nel suo complesso un alone opaco che non mi piace”.

 

Secondo Ambrosi allargare il numero di preferenze rischia di far tornare il Trentino indietro ai tempi degli accordi della Prima Repubblica. “Due preferenze, per la cittadinanza, sono più che sufficienti. La preferenza, ricordo a tutti, esiste per creare un rapporto tra il candidato e la gente, non per spostare pacchetti di voti in alleanze tra i vari candidati che potrebbero risultare poco trasparenti”.

 

Il rischio secondo l’esponente di FdI è quello di allontanarsi dai problemi più concreti reali: “Piuttosto che occuparsi di poltrone, la politica dovrebbe occuparsi dei problemi della gente e sulle cose da fare per la gente. Il resto, da parte della politica, è solo un cattivo servizio alla comunità, e cattiva immagine per sé stessa. Il mio voto in Consiglio, se questa proposta dovesse mai arrivarci, non ci sarà. Per coerenza. Per serietà. Per rispetto ai cittadini che, fuori dal Palazzo, da noi si aspettano ben altro”.

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