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''Un accordo spot e politico per accaparrarsi qualche voto: le misure sono peggiorative'', il sindacato Usb sul contratto di secondo livello per i dipendenti di Trentino trasporti

Dopo anni di "battaglie" sindacali e di blocco a causa della situazione economica, il contratto di secondo livello è stato sottoscritto e nelle scorse ore è arrivata una buona notizia per i dipendenti di Trentino trasporti, autisti di autobus e pullman, controllori e personale delle ferrovie provinciali e del trasporto su gomma e funiviario. L'Usb: "Si faccia un referendum, i lavoratori non sono soddisfatti"

Di Luca Andreazza - 20 maggio 2021 - 22:49

TRENTO. "E' un accordo spot e politico per cercare di accaparrarsi qualche consenso in più e qualche voto in più in chiave elettorale". Così Daniel Agostini, responsabile del settore trasporti per Usb-Unione sindacale di base. "Questo contratto in realtà non piace nemmeno ai lavoratori del comparto che sono stati estromessi dalle trattative".

 

Dopo anni di "battaglie" sindacali e di blocco a causa della situazione economica, il contratto di secondo livello è stato sottoscritto e nelle scorse ore è arrivata una buona notizia per i dipendenti di Trentino trasporti, autisti di autobus e pullman, controllori e personale delle ferrovie provinciali e del trasporto su gomma e funiviario (Qui articolo).

 

Ma l'Unione sindacale di base mette in luce alcune anomalie nell'accordo ancora fresco di firma. "In realtà è un contratto vantaggioso più per l'azienda che per il personale impiegato quotidianamente sulle varie linee e corse - continua Agostini - non ci sono finanziamenti aggiuntivi ma semplicemente le risorse vengono travasate: anzi i lavoratori auto-finanziano questo accordo di secondo livello in quanto alcuni istituti sono stati depotenziati e quindi i soldi necessari per licenziare questo provvedimento vengono in realtà presi direttamente dalle loro tasche tramite l'aumento di produttività".

 

Un'intesa raggiunta tra ProvinciaTrentino Trasporti, Cgil, Cisl, Uil, Faisa e le Rappresentanze Sindacali Unitarie. "Ma non è stato firmato dal direttore di Trentino Trasporti e dai vari capi-servizio. Un accordo tra Maurizio Fugatti (presidente della Pat), Diego Salvatore (presidente di Trentino trasporti) e alcuni segretari dei sindacati. Le Rsu e le rappresentanze sono praticamente state tagliate fuori - prosegue il responsabile dell'Usb - sono stati interessati solo alcuni delegati, quelli più favorevoli, mentre abbiamo più volte evidenziato le criticità: non abbiamo firmato questo contratto".

 

Il contratto avrà validità triennale e si applicherà a tutti i 1.300 dipendenti di Trentino trasporti presenti sul territorio provinciale. L’impianto contrattuale si concentra sul perseguimento di obiettivi strategici per la società in termini di qualità del servizio offerto e di innovazione, concretizzandosi nell’erogazione di un premio di risultato annuale basato sul raggiungimento degli obiettivi fissati con un miglioramento costante per tutto l’arco della durata del contratto, oltre che di alcuni elementi di welfare a favore delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Azienda.

 

"Il premio massimo - evidenzia Agostini - è di 870 euro e può sembrare vantaggioso. Ma il risultato viene condizionato da troppe variabili e ci sono troppe penalizzazioni. Non c'è certezza per quanto riguarda questi Fondi e ogni occasione può essere buona per abbassare quanto dovrebbe venire corrisposto ai lavoratori. La differenza di trattamento tra dipendenti è stata definitivamente istituzionalizzata, compreso la perequazione per ridurre la forbice tra giovani e anziani. In quest'ultimo caso c'è stato un deciso peggioramento: basti pensare che adesso in Trentino per arrivare alla retribuzione massima dell'indennità 'nuova produttività giornaliera' tra un neo assunto e un autista con più esperienza ci vogliono 26 anni, mentre i 21 anni previsti a livello nazionale".

 

In passato (il blocco risale al 2001 quindi si va indietro con la memoria a 20 anni fa) nessun amministratore se l'era sentita di firmare il contratto di secondo livello, giusto o sbagliato che fosse, proprio perché le risorse bastavano a mantenere l'apparato così com'era, la situazione economica era complicata e poi erano arrivate le crisi del 2008 e del 2012 con continue contrazioni di risorse anche per gli enti pubblici. Un accordo quando sono molte le categorie in difficoltà a causa dell'emergenza Covid-19.

 

"Questa decisione è stata presa in un periodo un po' sbagliato e senza i giusti approfondimenti. Un accordo che mobilita oltre 2 milioni sulla carta ma che in realtà sposta solo le risorse a vantaggio dell'azienda. I lavoratori non sono contenti e chiediamo, come da prassi, una messa a referendum. Si possono usare le tecnologie e ci si può organizzare in sicurezza: se ben predisposto, la richiesta di un parere ai dipendenti non può essere più rischioso di accompagnare 50 persone su un autobus oppure un treno. E' evidente che questa azione vuole essere semplicemente uno spot elettorale", conclude Agostini.

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