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| 02 set 2022 | 19:22

"La norma provinciale consente di bypassare le graduatorie". Il no dei sindacati alla nuova misura: "Crea disparità. Potrebbe arrivare una pioggia di ricorsi alla Pat"

La nuova misura di assunzione è stata approvata nel dicembre 2021. Cisl Scuola, Fcl Cgil e Uil Scuola Rua: "Pur partendo da un buon presupposto, favorire la continuità didattica, avrebbe avuto effetto sui contratti già in essere". Fenalt: "Già ricevuto decine di richieste per ricorsi e controricorsi che potrebbe ricevere la Pat. Va abrogata"

"La norma provinciale consente di bypassare le graduatorie"
di F.C.

TRENTO. La nuova misura di assunzione della legge provinciale della scuola trentina non piace ai sindacati. "Rischio di creare situazioni di disparità di opportunità lavorativa. La norma offre la possibilità di bypassare graduatorie d’istituto, togliendo trasparenza all’acquisizione dei contratti a tempo determinato", commentano Cisl Scuola, Fcl Cgil e Uil Scuola Rua che stanno monitorando gli effetti della sua applicazione. 

 

"La norma non stabilisce nessun criterio oggettivo di valutazione, ma lascia totale discrezione ai dirigenti - aggiunge anche Fenalt - è prevedibile che nelle prossime settimane si scateni sulla Provincia autonoma di Trento una pioggia di ricorsi e controricorsi, abbiamo già ricevuto decine di richieste. E’ opportuno che sia abrogata al più presto".

 

Ma facciamo un passo indietro. La nuova misura di assunzione era stata definita dall’articolo 93 della legge 5/2006, la Legge provinciale della Scuola trentina. La norma introdotta nella legge finanziaria per il 2022 era stata approvata nel dicembre 2021, secondo quanto riportato dai sindacati. 

 

La Pat ha così inserito da quest'anno "l'estensione ai Dirigenti scolastici della possibilità di conferma dei contratti di lavoro a tempo determinato fino ad oggi facoltà esclusiva del Dirigente del servizio provinciale competente - spiegano Cisl Scuola, Fcl Cgil e Uil Scuola Rua - se da un lato dalla legge si sono cancellati gli ambiti territoriali e la chiamata diretta, la stessa parrebbe reintrodotta anche se solo per i docenti a tempo determinato".

 

Una normativa, quella introdotta a dicembre, che "pur partendo da un buon presupposto e cioè favorire la continuità didattica, avrebbe avuto effetto sui contratti già in essere, con il rischio di creare situazioni di disparità di opportunità lavorativa e bypassare graduatorie d’istituto. Tutto questo equivale a un giro di giostra". 

 

Perciò se per alcuni docenti la conferma si è trasformata in un’ottima opportunità di lavoro, tante sono state le situazioni fortemente critiche per esempio: "Docenti che a settembre 2021 hanno firmato un contratto di poche ore - spiegano Cisl Scuola, Fcl Cgil e Uil Scuola Rua - due settimane fa hanno confermato al dirigente scolastico la propria disponibilità nella non consapevolezza che avrebbero rischiato di non vedersi assegnati, nello stesso istituto, i completamenti di orario dello scorso anno per arrivare così ad una retribuzione accettabile. Docenti che nelle graduatorie di istituto hanno posizioni alte, acquisite già nel 2021, oppure 'raggiunte' per la fuoriuscita di docenti posizionati sopra, i quali lo scorso anno avevano fatto scelte diverse nella non prevedibilità della nuova regolamentazione (che di fatto blinda i contratti), gli stessi non avranno accesso ai contratti confermati a colleghi, magari, non presenti nelle stesse graduatorie dello stesso istituto sede delle proposte di lavoro".

 

I sindacati denunciano la mancata comunicazione da parte dell'amministrazione provinciale nel "comprendere tutte le possibili implicazioni che si sarebbero potute verificare all'entrata in vigore della norma", così come "non siamo stati messi nelle condizioni di operare in modo ottimale poiché è mancato un confronto con il Dipartimento e l’Assessore all’Istruzione, più volte richiesto", sostengono Cisl Scuola, Flc Cgil e Uil Scuola Rua.

 

A ribadire la propria posizione anche Fenalt: "La novità ora introdotta consiste nel trasferire ai dirigenti scolastici il potere di decidere sul futuro lavorativo dei docenti precari - dichiara - si può stimare che tale disposizione abbia prodotto in queste settimane circa 400 rinnovi, anche se i dati precisi, richiesti da noi, non sono ancora pervenuti. Non basta. Sul piano dei rapporti di fatto tutti i docenti precari in Trentino si trovano in una posizione di estrema ricattabilità da parte dei dirigenti scolastici, che possono avvalersi o meno della facoltà di rinnovarne il contratto".

 

Ricorsi e controricorsi? "Fenalt ha già ricevuto decine di richieste in questo senso, che metteranno in seria difficoltà il dipartimento Istruzione - sostiene il sindacato - i dirigenti scolastici e soprattutto finiranno per compromettere proprio quella continuità didattica che si voleva favorire. Per garantirla esiste solo la strada della stabilizzazione dei docenti. Le scorciatoie generano inevitabilmente più danni che benefici".

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