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A Mori un cittadino ucraino accoglie in casa 11 connazionali, Moiola (Patt): “Il Comune faccia la sua parte, apriamo le porte a chi fugge dalla guerra”

Il Patt di Mori chiede al suo Comune di trovare alloggi per i profughi ucraini: “A distanza di un mese la macchina dell’accoglienza trentina procede a rilento anche perché negli anni passati era stata smantellata dal presidente della Provincia Fugatti”

Di Tiziano Grottolo - 03 aprile 2022 - 15:11

MORI. A inizio marzo il Consiglio Comunale di Mori ha approvato all’unanimità la mozione dal titolo “Davanti alla guerra. Il dovere della solidarietà”. Il documento sottoscritto dai consiglieri Michele Sartori, Aurelio Gentili, Cinzia Pezzarini, Cristiano Moiola, Erman Bona e Silva Feitosa Rosangela, impegnava le istituzioni “a partecipare, laddove possibile, a tutte le più vaste azioni di solidarietà nazionale e internazionale, in favore di tutte le vittime di questa incredibile violenza che lacera il cuore stesso dell’Europa”.

 

In quell’occasione era presente in aula anche un cittadino moriano di origine ucraina, Volodymyr Skakevych, che si è attivato in prima persona accogliendo alcuni profughi provenienti dall’Ucraina e ospitandoli in casa propria. Al momento, nella sua abitazione, sono state accolte ben 11 persone.

 

Vogliamo capire a che punto siamo con l’accoglienza – osserva Moiola, eletto in Consiglio con il Patt – non è corretto delegare solo ai privati questo difficile compito, anche le istituzioni devono fare la loro parte”. Infatti, nell’ultimo periodo diverse famiglie trentine che avevano accolto profughi ucraini si stanno trovando in difficoltà.

 

“A distanza di un mese – prosegue il rappresentante del Patt – la macchina dell’accoglienza trentina procede a rilento anche perché negli anni passati era stata smantellata dal presidente della Provincia Fugatti. L’aiuto serve subito e il Comune di Mori potrebbe istituire dei centri di accoglienza sul suo territorio aprendo i propri spazi a chi scappa dalla guerra”.

 

A detta del consigliere delle Stelle alpine sono molte le strutture e gli edifici comunali che potrebbero essere destinati temporaneamente all’accoglienza. Fra gli esempi citati l’ex scuola di Valle San Felice, la sede degli Scout, le numerose case sociali presenti nelle frazioni, l’oratorio, la caserma dei pompieri e gli appartamenti di proprietà comunale inutilizzati.

 

Da qui la mozione che sarà presentata nei prossimi giorni, firmata dallo stesso Moiola ma sottoscritta pure da Erman Bona e Bruno Bianchi, per impegnare il sindaco Stefano Barozzi e la sua Giunta a “istituire una Commissione Speciale al fine di organizzare e gestire l’emergenza dei profughi ucraini all’interno del territorio comunale, elaborando un piano d’accoglienza in sinergia con tutte le realtà presenti a Mori”.

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