Area concerto Vasco, Fugatti: ''Chi critica si era dimenticato il terreno dopo aver speso milioni'', Rossi: ''Si riferisce a Grisenti che lo sostiene? Noi avevamo sanato la situazione''
L'ex governatore Ugo Rossi: "Se può organizzare il concerto dell'area di San Vincenzo è perché si è lavorato a Roma con l'allora assessore Mauro Gilmozzi per modificare l'accordo quadro firmato da Silvano Grisenti, capo politico di un partito che oggi ha un rappresentante proprio nella sua Giunta"

TRENTO. "Dopo 4 anni di governo è ora che Fugatti si assuma le responsabilità delle sue scelte e delle sue decisioni invece di trasformarsi in intrattenitore da gazebo". A dirlo l'ex presidente Ugo Rossi (Azione) "Se può organizzare il concerto dell'area di San Vincenzo è perché si è lavorato a Roma con l'allora assessore Mauro Gilmozzi per modificare l'accordo quadro firmato da Silvano Grisenti, capo politico di un partito che oggi ha un rappresentante proprio nella sua Giunta".
Nelle scorse ore Fugatti ha commentato che "sono spuntati novelli ragionieri che fanno i conti sui ritorni economici dimenticando che tutte le risorse che verranno spese su quell'area non sono solo per Vasco Rossi, ma anche per eventi che ci saranno in futuro. D'altra parte quelli che fanno i conti sono gli stessi che si sono dimenticati il terreno per trent'anni (circa 20 anni come anche riportato nel video) dopo averlo acquistato per diversi milioni (30 milioni)".

L'area di San Vincenzo era stata acquistata circa 20 anni fa dalla Provincia all'interno di un piano più ampio. Lì sarebbero dovute sorgere le caserme e gli alloggi militari. "La Giunta Dellai - ricorda Rossi - aveva chiuso un accordo quadro con lo Stato per una serie di interventi quali il nuovo carcere di Spini, un cambio di aree per la costruzione del Not in via al Desert, degli uffici della Questura e del tribunale. Queste permute avevano consentito al Trentino di ottenere terreni di valore maggiore rispetto a quelli concessi a Roma".
Nel frattempo è tramontata l'ipotesi delle caserme all'area di San Vincenzo e nella scorsa legislatura si è arrivati a definire un nuovo accordo con lo Stato. A Roma l'ingegnere Raffaele De Col, in quel periodo dirigente del dipartimento infrastrutture e delegato da Gilmozzi, aveva firmato il nuovo accordo quadro che regolava e ridefiniva i rapporti di scambio di immobili sulla città.
"Una lunga trattativa - evidenzia Rossi - che aveva portato a cambiare la destinazione e quindi a mettere a disposizione del Comune di Trento quegli spazi. Un risparmio da oltre 150 milioni di lavori. E' ora di dire basta a queste falsità che abbiamo speso 30 milioni per nulla. Abbiamo lasciato una situazione sanata, si riferisca in caso a Silvano Grisenti, leader di Progetto trentino, che aveva seguito quell'accordo quadro. Una decisione che all'inizio del 2000 aveva una sua logica e che poi è stata modificata in quanto nel tempo le prospettive sono cambiate".
Un addebito di quell'operazione che non va proprio giù all'ex governatore. "Un accordo quadro che dovrebbe conoscere bene in quanto ci sono altre situazioni da parte avanti. Un presidente di Provincia e gli assessori ereditano questioni dai governi precedenti, come il Not: una partita complessa ma la scelta del progetto di Guerrato e la bocciatura della Conferenza dei servizi sono in capo alla sua Giunta, non alle legislature precedenti. Spesso nell'Alto Garda è andato al cantiere Loppio-Busa per prendersi i meriti, ma quella è un'operazione totalmente nostra. Dopo 4 anni è ora che si assuma le sue responsabilità, invece di mistificare la realtà", conclude Rossi.













