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| 09 set 2022 | 17:57

Caro energia, dalla Pat 40 milioni per “dimezzare” le bollette delle famiglie. I sindacati: “Bene la fine dell'immobilismo, alle parole ora seguano i fatti”

La decisione della Giunta è stata comunicata oggi, 9 settembre, dal presidente Fugatti in conferenza stampa: l'intervento sarà finanziato attraverso il fondo costituito per le emergenze e riguarderà, dice Piazza Dante, il quadrimestre fino a dicembre. Nei prossimi giorni verranno definiti tutti i dettagli. I sindacati nel frattempo si dicono soddisfatti della “fine dell'immobilismo” ma “alle parole seguano i fatti”

Caro energia, dalla Pat 40 milioni per “dimezzare” le bollette delle famiglie

TRENTO. Un intervento da 40 milioni di euro per “dimezzare” le bollette delle famiglie nel quadrimestre fino a dicembre: è questa la misura alla quale sta lavorando la Giunta provinciale per far fronte al caro energia e all'aumento vertiginoso dei costi per le utenze domestiche. A confermarlo il presidente della Provincia Maurizio Fugatti in conferenza stampa, che ha specificato come l'intervento sarà finanziato attraverso il fondo costituito per le emergenze. Dopo l'annuncio, i sindacati si sono detti soddisfatti per “la fine dell'immobilismo”, chiedendo però che ora “alle parole seguano i fatti”.

 

L'attività della Giunta, dice Piazza Dante, si è concentrata infatti sul tema del caro bollette, in particolare sull'aspetto delle forniture di energia elettrica e sull'impatto determinato dai rincari su famiglie e comparto produttivo. L'anticipazione data da Fugatti dei provvedimenti esecutivi che la Giunta adotterà riguarda, come detto, l'abbattimento dei costi a carico delle famiglie, che secondo le autorità provinciali dovrebbero vedere le utenze domestiche all'incirca dimezzate fino a dicembre, grazie ad uno stanziamento di 40 milioni di euro. Nei prossimi giorni verranno definiti tutti i dettagli.

 

“Sulle misure contro il caro bollette – commentano Cgil, Cisl e Uil – la Giunta fa retromarcia e decide di agire subito, ascoltando finalmente le richieste del sindacato trentino. Non possiamo che essere soddisfatti della fine dell'immobilismo considerata la drammatica situazione in cui si trovano e si troveranno anche nei prossimi mesi moltissime famiglie trentine. Speriamo però che alle parole seguano fatti concreti”. Ora, dicono i segretari generali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti: “Anche per sgomberare il campo da ogni equivoco che potrebbe far collegare la decisione di oggi all'imminente scadenza elettorale, ci aspettiamo che il presidente, anche a seguito delle nostre numerose richieste, ci convochi per discutere insieme le modalità di questa misura che per noi deve essere ampia, equa e progressiva, aiutando di più chi ha di meno”.

 

Proprio per questa ragione le tre confederazioni sottolineano fin da subito come, dal loro punto di vista, lo stanziamento di 40 milioni di euro potrebbe non essere sufficiente. “Chiediamo che la Giunta stanzi la quota più consistente del fondo da 100 milioni di euro per sostenere lavoratori e pensionati – dicono i tre segretari –. È ragionevole pensare ad un intervento di almeno 60 milioni di euro”. Forti anche dell'esperienza del recente passato, scrivono i sindacati: “Con la prima formulazione del bonus bollette su una piattaforma che ha tagliato fuori molte famiglie, Cigl, Cisl e Uil chiedono anche di concertare la misura nei contenuti e nelle modalità di attuazione. Soprattutto il sindacato insiste inoltre sulla necessità di un accordo in cui si affianchino agli interventi emergenziali misure strutturali come l'indicizzazione dei benefici del welfare provinciale all'inflazione e agli incentivi a famiglie e imprese per gli investimenti sulle rinnovabili e negli impianti fotovoltaici”.

 

Infine Cigl, Cisl e Uil rilanciano sul tema della gestione delle forniture energetiche per l'inverno: “Il rischio di razionamenti potrebbe essere altissimo – dicono Grosselli, Bezzi e Alotti – e non possiamo arrivare impreparati. Serve la massima coesione tra istituzioni e parti sociali per affrontare questa nuova emergenza, programmando insieme le strategie per garantire la continuità del sistema economico provinciale anche di fronte alla mancanza di gas per le vili ritorsioni russe”.

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