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Castelrotto, il Consiglio comunale si dimette per il sindaco 'no vax'. Senoner: "Controlli sui green pass considerati facoltativi, spesso non venivano eseguiti"

Si sono dimessi 17 consiglieri nel comune altoatesino di Castelrotto, non sentendosi più rappresentati dal sindaco Andreas Colli, con chiare posizioni anti vaccino. L'iniziativa è stata promossa dallo stesso partito di maggioranza, Svp. Senoner: "Gestione autoritaria del Comune, situazione ormai insostenibile"

Di Francesca Crisoforetti - 17 March 2022 - 11:48

CASTELROTTO. Tutti i diciassette consiglieri comunali si sono dimessi a causa delle posizioni del loro sindaco no vax, Andreas Colli. Accade questo nel comune altoatesino di Castelrotto, ai piedi dell'Alpe di Siusi, dove giovedì mattina, 17 marzo, tutto il consiglio comunale si è riunito per firmare ufficialmente le dimissioni non sentendosi più rappresentato dal primo cittadino. 

 

“L’iniziativa è partita dal partito di maggioranza, Svp, ma l’opposizione poi ha subito sostenuto la cosa”, dichiara il consigliere della lista civica Christoph Senoner.

 

È la stessa maggioranza dell’Svp a condannare il suo sindaco, arrivato al suo terzo mandato. “I motivi sono da ricondurre alle sue posizioni contrarie al vaccino - prosegue Senoner - Come garante, quale dovrebbe essere, aveva creato situazioni difficili anche durante le riunioni del Consiglio, dove spesso non venivano controllati i Green pass”.

 

Controlli che il sindaco considerava “facoltativi e che spesso non eseguiva, nonostante lui dovesse essere il primo a rispettare le norme sull’obbligo vaccinale e sulla certificazione verde".

 

Le dimissioni del Consiglio arrivano dopo lunghe discussioni di settimane e “dopo un ultimatum che era stato lanciato a Colli, a cui però lui non ha risposto”.

 

L’ultimo episodio che ha fatto traboccare la goccia dal vaso è stato l’obbligo vaccinale per gli over 50, fascia d'età del sindaco: “Non sappiamo se abbia rispettato questo obbligo - sostiene il consigliere di minoranza - È un’informazione che non possiamo avere visto che Colli si è appellato al diritto alla privacy”.

 

Una situazione insostenibile, a detta di Senoner “essendo diventata ormai una gestione autoritaria in cui il Comune era in un momento di stallo, non essendoci più collaborazione. Nessuno si sentiva più rappresentato, nemmeno lo stesso partito del sindaco che si è fatta promotrice dell’iniziativa”.

 

Per questo sarà automatica la decadenza di Colli e “il commissariamento della Giunta fino a nuove elezioni”.

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