"Il Comune ha votato contro i cittadini", l'opposizione si dimette dal Consiglio. Giacomini: "Non ci sono più le condizioni per proseguire l'impegno"
La maggioranza ha votato contro la mozione per avviare il percorso di fusione con Giustino. Le opposizioni rassegnano le dimissioni, Alessandro Giacomini: "Un chiaro segnale della profonda crisi che attraversa questa amministrazione: non ha voluto restituire ai cittadini la possibilità di scegliere e di ascoltare le loro esigenze"

MASSIMENO. "Dopo una lunga riflessione abbiamo deciso di rassegnare le dimissioni dal ruolo di Consiglieri comunali". A dirlo è Alessandro Giacomini, capogruppo della lista civica di Massimeno. "Una scelta sofferta ma inevitabile: la non considerazione che da tempo si protraeva nei confronti dei consiglieri e dei cittadini ci hanno indotto a ritenere che non ci siano più le condizioni per proseguire nel nostro impegno istituzionale con la necessaria efficacia".
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il voto contrario della maggioranza alla mozione del gruppo di minoranza per una valutazione del progetto di fusione. La proposta è stata affossata e così è arrivata la scelta di un passo indietro di Giacomini, Giorgio Ferrazza, Cristian Polli e Marcello Zanin.
"Con profondo rammarico, abbiamo deciso di dimetterci da Consiglieri comunali - dice Giacomini - le ragioni di questa scelta sono molteplici, una crescente distanza tra le esigenze dei cittadini e le decisioni dell'Amministrazione, la mancanza di un dialogo costruttivo e una visione condivisa per il futuro del Comune di Massimeno".
La mozione presentata il 30 aprile 2024, se approvata, avrebbe permesso di coinvolgere i cittadini a una valutazione per l'avvio di fusione con Giustino. I vantaggi, per i proponenti, sarebbero stati diversi quali un maggiore peso specifico, politico e amministrativo, all’interno della Comunità di valle ma anche a livello provinciale; la riduzione dei costi di gestione e le imposte per i residenti; la possibilità di usufruire di particolari incentivi e contributi, oltre a rafforzare e sviluppare maggiori servizi.
La maggioranza, però, ha dato semaforo rosso. "L'isolamento istituzionale - evidenzia Giacomini - la gestione fallimentare delle imposte idriche comunali a carico dei cittadini e l'abbandono del progetto più importante, quello di fusione con i Comuni limitrofi, che avrebbe risolto ogni annosa problematica, ci hanno portato a concludere che era necessario un segnale radicale".
Le dimissioni "rappresentano un chiaro segnale della profonda crisi che attraversa questa amministrazione: non ha voluto restituire ai cittadini la possibilità di scegliere e di ascoltare le loro esigenze. Purtroppo il sindaco Norman Masè, il vice sindaco Alessandro Beltrami, l'assessora Sandra Binelli e i due consiglieri di maggioranza hanno votato contro e quindi si sono espressi contro i cittadini stessi, privandoli della discrezionalità ma soprattutto della libertà di scegliere", conclude Giacomini.














