C’è la siccità, caccia vietata dove ci sono gli impianti di irrigazione ‘a vista’. La proposta che fa discutere in Veneto: “La Lega tutelerà gli agricoltori o i cacciatori?”
Il problema è che in Veneto c’è la siccità e le fucilate dei cacciatori rischiano molto spesso di danneggiare gli impianti provocando un danno economico e uno spreco d’acqua. Ora però la maggioranza leghista vorrebbe fare una parziale marcia indietro. Guarda: “La Lega tutelerà gli agricoltori o si prostrerà ai cacciatori?”

VERONA. Il dibattito politico nel Veneto è animato dalla proposta di modifica della legge regionale sulla caccia. In terza commissione infatti, è iniziato l’iter di approvazione di una sostanziale modifica alle norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio.
Alla luce di una proposta di emendamento proveniente della stessa maggioranza leghista è intervenuta Cristina Guarda: “Pur di accontentare la lobby dei cacciatori la Lega arriva a contraddire se stessa”, commenta la Consigliera regionale di Europa Verde.
Per l’appunto il progetto di legge in discussione della Consigliera Silvia Cestaro prevede l’introduzione di maggiori tutele per i terreni agricoli, andando a impedire l’attività venatoria laddove vi siano impianti di irrigazione cosiddetti ‘a vista’. Il problema è che in Veneto c’è una grave carenza d’acqua che ha portato a una siccità e le fucilate dei cacciatori rischiano molto spesso di danneggiare gli impianti provocando un danno economico.
“Ferma restando la mia contrarietà all’attività venatoria all’interno delle aree private – afferma Gaurda – ritengo che questo provvedimento possa soddisfare, con notevole ritardo, una richiesta di tutela che giunge dal mondo agricolo”. C’è però un problema perché la stessa maggioranza ora vorrebbe modificare la sua stessa proposta di legge con un emendamento per limitare l’applicabilità divieto. In sostanza si vorrebbe vietare la caccia solo in quelle aree coltivate dove sono stati appesi degli appositi cartelli a carico dei proprietari.
“È evidente – sostiene Guarda – come questo emendamento sembri favorire ancora una volta chi pratica l’attività venatoria a discapito di chi produce cibo nella nostra regione. Da un punto di vista prettamente politico il messaggio che passa è quello di una Lega disposta a contraddire se stessa pur di non sottrarsi alle richieste della solita lobby dei cacciatori. Quando questa maggioranza prenderà in considerazione la tutela degli interessi di tutti i suoi cittadini e non solo quelli di una piccola parte?”.














