Crisi idrica e 'guerra dell'acqua', Guarda: “Reagiamo agli effetti del cambiamento climatico con un utilizzo razionale delle risorse”
La consigliera regionale dei Verdi in Veneto: “Una severa mancanza di acqua rischia di compromettere l’uso domestico e agricolo. Urge reagire con le strategie che già ora dobbiamo mettere in pratica per garantire i servizi minimi e per prevenire situazioni fuori controllo in futuro, di breve e medio-lungo termine”

VENEZIA. Il Veneto si appresta ad affrontare un'estate impegnativa a causa della scarsità di risorse idriche e delle temperature record? È questa la domanda che si pone la consigliera regionale dei Verdi in Veneto Cristina Guarda, che sottolinea come sia quindi necessario reagire “con l'uso razionale” dell'acqua. Le parole della consigliera regionale si inseriscono nel contesto della crisi idrica che, a causa della straordinaria siccità degli ultimi mesi, stanno affrontando diversi territori in Italia. Tra Veneto e Trentino Alto Adige in particolare è nata un'accesa discussione politica dopo la richiesta, da parte del Veneto, di aprire gli invasi montani per aumentare la portata del fiume Adige e permettere così l'irrigazione dei campi (Qui Articolo). Una questione, tra l'altro, che verrà toccata dai diretti interessati all'interno di un tavolo di concertazione a Venezia (Qui Articolo).
“Gli effetti del cambiamento climatico – dice Guarda – si misurano sempre più spesso anche a livello locale, con l'alternanza di fenomeni estremi e talvolta opposti. Le precipitazioni notevolmente sotto le medie nel periodo invernale e gli effetti di un anticipo d'estate, che rischia di far evaporare velocemente gli effetti benefici delle piogge degli ultimi giorni, ci metteranno sicuramente a dura prova nei prossimi mesi”. Un tema il Dolomiti aveva approfondito insieme al noto meteorologo Luca Mercalli (Qui Articolo): “Le siccità sono sempre esistite, ma ora dobbiamo fare i conti anche con i cambiamenti climatici e con il progressivo aumento delle temperature, che fa evaporare di più l'acqua e ne richiede maggiori quantità per l'agricoltura. Diciamo che in questa fase è saggio pianificare attentamente il futuro dell'acqua”.
Proprio per questo, continua Guarda: “E' necessario sensibilizzare da subito i cittadini, senza allarmismi ma con decisione e concretezza a un uso sensibile dell'acqua, che è il nostro bene più prezioso. Ma se sul clima non riusciamo a intervenire, molto possiamo fare dal punto di vista pratico per prevenirne gli effetti, come nel caso dei preoccupanti livelli delle falde in questi giorni”. In Veneto, spiega la consigliera regionale, si riesce a trattenere “solo il 5% dell'acqua piovana”, una performance “deludente” se paragonata a quella delle altre regioni, anche a causa dell'eccessiva cementificazione. “A questo – dice Guarda – si aggiunge la mancanza di interventi a monte, che consentirebbero di ridurre la complessità della depurazione e restituire ai fiumi quella giusta quantità di risorsa idrica necessaria alle famiglie, alle imprese e all'agricoltura in primis”.
Tra gli strumenti necessari a limitare l'impatto causato dai periodi di siccità (“che sempre più frequentemente si alternano a fenomeni atmosferici violenti”) dice Guarda, c'è il “contenimento dell'utilizzo delle risorse idriche, il riuso delle acque reflue depurate, il ricorso all'irrigazione di precisione”. Quest'ultimo elemento in particolare è stato citato anche dall'assessore provinciale trentino Mario Tonina, che ha sottolineato come l'irrigazione debba trovare “forme diverse rispetto al passato, più sostenibili. Finché acqua ce n'è la utilizzi come meglio credi ma poi se non si investe bene arrivano i problemi. In Trentino ormai il sistema di irrigazione a goccia è all'ordine del giorno e così si risparmiano quantità importanti di acqua che possono garantire l'irrigazione dei campi o essere usate per altri scopi”.
In definitiva, conclude Guarda: “Le nostre scelte e come utilizziamo le risorse a disposizione hanno un impatto, assumere consapevolezza rispetto a questo è già un buon punto di partenza. Mi auguro che l'estate in arrivo sia mite e non aggiunga, invece, emergenza a emergenza. Penso ad esempio alla questione incendi, quasi sempre dolosi ma che rischiano di metterci in seria difficoltà senza l'acqua necessaria per domarli. Per questo raccomando la creazione di una vera e propria cabina di regia che ci consenta di prevenire tutte le situazioni”.













