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| 10 mag 2022 | 15:12

“Guerra dell’acqua”, incontro fra Veneto e Trentino. Tonina: “L’acqua è poca, anche nelle altre Regioni l’irrigazione deve trovare forme più sostenibili”

A Venezia si riunirà il tavolo di concertazione composto dalla Regione Veneto e dalle Province di Trento e Bolzano per affrontare il tema della crisi idrica. Il vicepresidente e assessore all’ambiente Tonina: “Abbiamo dato la disponibilità all’incontro, ma il Trentino ha fatto la sua parte, Veneto e Lombardia dovranno ragionarci e utilizzare bene le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per andare in una direzione più sostenibile”

di Tiziano Grottolo

TRENTO. La parola “Rivale” deriva direttamente dal latino e indica, come riporta Treccani, “chi spartisce con altra persona l’acqua d’un medesimo ruscello, a scopi agricoli”. Era partito da qui il monologo di Marco Paolini che durante il Concerto del Primo maggio aveva affrontato la vicenda della “guerra dell’acqua” che vede contrapposte la Regione Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano. Come osservava l’attore e regista, quando l’acqua scarseggia è facile che due “rivali” diventino anche nemici.

 

Da un lato il presidente del Veneto Luca Zaia ha dichiarato lo stato di crisi idrica invocando una “una gestione sovraregionale, per affrontare ogni aspetto in maniera organizzata, congiunta e coordinata”. Nel frattempo nel Bellunese si corre ai ripari pensando di ridurre la portata delle fontane pubbliche per risparmiare acqua. Da Venezia inoltre, si chiede di aumentare la portata del fiume Adige a 20 metri cubi al secondo ma così facendo si metterebbero in crisi le centrali idroelettriche del Trentino.

 

Il prossimo 11 maggio a Venezia si terrà un primo incontro istituzionale del tavolo di concertazione per affrontare il tema della crisi idrica. Il dibattito verterà sicuramente sulla crisi attuale, per valutare se ci siano delle misure emergenziali da adottare nel breve periodo, ma anche per affrontare la questione in prospettiva, in vista di eventuali crisi future. All’incontro parteciperanno i tecnici nominati dalla Regione Veneto e dalle Provincia di Trento e Bolzano, che poi dovranno riferire alla controparte politica. Il tavolo di concertazione sarà presieduto dall’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, l’ente nazionale che svolge attività di pianificazione necessarie per la difesa idrogeologica, per la realizzazione delle mappe della pericolosità e del rischio e per la tutela delle risorse idriche e degli ambienti acquatici.

 

Abbiamo dato la disponibilità all’incontro, per affrontare il tema e capire cosa eventualmente dovremmo fare qualora ci fosse le necessità di intervenire”, afferma il vicepresidente e assessore all’ambiente della Provincia di Trento Mario Tonina.L’acqua è poca – osserva – e anche nei giorni scorsi le piogge sono state scarse e sovrastimate rispetto alle precipitazioni che poi si sono verificate”.

 

Quello delle scarse precipitazioni è uno dei problemi principali che riguardano l’intero arco alpino ma che incidono soprattutto sul settore dell’idroelettrico. Quando la portata dei fiumi diminuisce (come avviene in inverno) la produzione di energia elettrica può calare sensibilmente, una questione da non sottovalutare per il Trentino che, grazie alle sue 34 centrali di produzione idroelettrica (fra cui 13 grandi dighe), copre circa il 22,6% del fabbisogno energetico annuale.

 

Per l’agricoltura il problema è duplice perché l’acqua serve per irrigare ma per l’appunto viene utilizzata anche per produrre energia elettrica che a sua volta viene consumata dalle aziende agricole. Stando agli ultimi dati disponibili in provincia di Trento, in un anno, sono stati consumati 82,3 gigawattora per l’agricoltura; 1.596,6 gigawattora per l’industria; 1.186,4 gigawattora nel terziario e 600 gigawattora per uso domestico. Per ovvi motivi, coprire parte di questo fabbisogno con energia prodotta in casa è estremamente vantaggioso.

 

“Il tema della carenza d’acqua dovrà essere affrontato anche nei prossimi anni – osserva l’assessore all’ambiente – in questo senso il Trentino ha fatto la sua parte, a maggior ragione anche le altre Regioni, in particolare Veneto e Lombardia, dovranno ragionarci e utilizzare bene le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per andare in una direzione più sostenibile”.

 

Secondo Tonina i territori confinanti dovrebbero pensare alla costruzione di nuovi bacini di accumulo “l’irrigazione – sostiene – deve trovare forme diverse rispetto al passato, più sostenibili. Fin che acqua ce n’è la utilizzi come meglio credi ma poi se non si investe bene arrivano i problemi. In Trentino ormai il sistema di irrigazione a goccia è all’ordine del giorno e così si risparmiano quantità importanti di acqua che possono garantire l’irrigazione dei campi o essere usate per altri scopi”.

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