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| 28 ott 2022 | 15:20

Complimenti non "opportuni", fischi e apprezzamenti per strada, la mozione dei Verdi contro il "catcalling": "Sembra innocuo, ma è violenza sessuale verbale"

I Verdi hanno depositato una mozione per riconoscere questo fenomeno di violenza di genere, nella prevalenza dei casi subìto dalle donne: "Forma di violenza ancora troppo banalizzata. Molte molestie avvengono verbalmente o a gesti e in luoghi pubblici. Ne soffrono soprattutto le giovani; in Germania, 2 vittime su 3 avevano meno di 25 anni"

Complimenti non "opportuni", fischi e apprezzamenti per strada
di Francesca Cristoforetti

BOLZANO. Un "complimento" non opportuno, fischi e apprezzamenti non richiesti mentre si cammina per strada. E' in questo che consiste il "catcalling", il fenomeno di molestia sessuale verbale compiuta in spazi pubblici, subìto prevalentemente dalle donne, ma che ad oggi rimane ancora troppo banalizzato, perché considerato un gesto "inoffensivo".

 

Di questo parla la mozione "Stop catcalling" depositata dai Verdi di Bolzano in consiglio provinciale in cui si chiede non solo il riconoscimento del fenomeno, ma che questa molestia sia aggiunta all'interno della pagina della Provincia "La violenza ha molte facce", avviando in parallelo delle campagne di sensibilizzazione ed educazione.

 

"Questo tipo di molestie sessuali fa parte della vita quotidiana di molte donne, - dichiarano i Verdi - e anche i minori ne sono fortemente colpiti. Accade per strada e nelle piazze affollate, ma anche sui mezzi di trasporto pubblico e alle fiere di paese. Le molestie sessuali sono onnipresenti, il numero di esperienze con fischi o richieste sessualmente esplicite è elevato".

 

Secondo i dati riportati dai Verdi in Germania, per esempio, "il 63% delle donne dichiara di aver subito molestie sessuali almeno una volta nella vita - proseguono i Verdi -. In Francia, la percentuale raggiunge l'86%. Molte di queste molestie avvengono verbalmente e/o a gesti e in luoghi pubblici. Ne soffrono soprattutto le giovani; in Germania, 2 vittime su 3 avevano meno di 25 anni".

 

Il fenomeno è poco considerato, ritenuto un'offesa di poco conto, addirittura definito come un "complimento", quando il catcalling "traumatizza le vittime, le intimidisce e le limita nella loro vita quotidiana".

 

Uno studio dell'Istituto di ricerca criminologica della Bassa Sassonia, riportano i Verdi, ha rilevato che la maggior parte delle persone colpite è diventata "più ansiosa dopo gli episodi di catcalling. Per esempio il 40% degli intervistati ha evitato alcuni luoghi pubblici in seguito, mentre l'8% ha addirittura cambiato stile di abbigliamento".

 

Va ricordato che la violenza sessuale verbale è riconosciuta dalla Convenzione di Istanbul come violenza di genere, in quanto gli episodi sono prevalentemente rivolti contro le donne. Ma nella maggior parte dei Paesi europei, il catcalling non è un reato penale.

 

"In Francia, Portogallo, Belgio e Paesi Bassi, invece, il catcalling è un reato penale ed è sanzionato con multe o pene detentive. In Italia, l'articolo 660 del Codice Penale disciplina il reato di molestia o disturbo alle persone ed è punibile con una pena detentiva fino a sei mesi o una multa fino a 516 euro. Il catcalling non rientra attualmente in questo reato".

 

Cambiare rotta su questo fronte sarebbe una chiara dichiarazione per definire " questo comportamento inaccettabile - spiegano i Verdi -. Perché la violenza sessuale spesso inizia inosservata, con un'osservazione degradante, un commento. Il catcalling è un'intimidazione e un gioco di potere e comporta l'accusa di vittimismo. Questo si riferisce all'inversione vittima-persecutore secondo cui una donna (la maggior parte delle persone colpite sono donne) l'ha 'sfidato' attraverso il suo abbigliamento o il suo comportamento. Se il catcalling viene minimizzato e tollerato da una società maggioritaria, può rapidamente sfociare in una spirale di violenza che da verbale può diventare spesso fisica".

 

La questione, conclude la mozione, non riguarda il "divieto di flirtare" negli spazi pubblici, quanto invece creare consapevolezza su cosa significhi per una donna non sentirsi sicura. "È importante avviare un dibattito socio-politico per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo fenomeno".

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