In 200 per dire “no” al Bypass ferroviario (FOTO e VIDEO): “Case, lavoro e salute non sono in vendita”
Al grido di “Salviamo Trento dalla circonvallazione” molti manifestanti hanno sfilato per le vie del centro per protestare contro il bypass ferroviario: “Vogliamo bloccare quest’opera inutile”
TRENTO. “Salviamo Trento dalla circonvallazione” era questo lo striscione che apriva il corteo formato da circa 200 persone che dal quartiere delle Albere hanno attraversato il centro di Trento per protestare contro la realizzazione del bypass ferroviario. “Partiamo da un luogo simbolo della speculazione e della cosiddetta rigenerazione urbana per arrivare nelle zone che rischiano di subire le dirette conseguenze: espropri, cantieri e inquinamento” affermano i manifestanti della comunità No-tav del Trentino, una delle tante anime del corteo.
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Secondo i manifestanti infatti gran parte della popolazione non sarebbe al corrente dei rischi legati alla realizzazione della grande opera che riguardano sia l’ambiente che la salute delle persone. “La circonvallazione ferroviaria – spiegano – comprometterà molte fonti idriche mentre polveri e smog invaderanno la città con l’apertura dei cantieri che stravolgeranno pure la viabilità. Inoltre, c’è il pericolo che esploda una vera e propria bomba ecologica nello scavo che interesserà le aree inquinate dell’ex Sloi e dell’ex Carbochimica senza dimenticare le criticità idrogeologiche relative alla paleofrana della Marzola”.

Gli attivisti vorrebbero bloccare i cantieri che riguardano il Tav: “Mentre la ‘propaganda green’ sulla costruzione delle linee ad alta velocità fa credere che esistano politiche ragionate di spostamento del traffico dalla strada alla ferrovia, la realtà è che le scelte politiche in tema di trasporti in Italia continuano a non investire sulla ferrovia preferendo il trasporto su gomma. Non è un caso che dal 2002 al 2019 i finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade”.

Nel mirino ci sono anche gli espropri, solo nella zona di San Martino sono 40 le unità immobiliari che subiranno un esproprio: 27 abitazioni e 13 immobili legati ad attività commerciali. “Case, lavoro e salute non sono in vendita”, avvertono i manifestanti che si dicono pronti a proseguire in questa battaglia contro questo progetto della circonvallazione. Per l’appunto da un lato c’è chi è contrario a prescindere al bypass mentre alcuni comitati cittadini propongono delle soluzioni alternative che però sono state cassate da Rfi.
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