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| 22 ott 2022 | 15:50

Medici, le organizzazioni sindacali sanitarie sul piede di guerra: ''Nessuna riposta dalla Giunta provinciale, pronti a dichiarare lo stato di agitazione''

“Dopo più di un anno di richieste inevase e di risposte non ottenute – spiegano le organizzazioni sanitarie  - riteniamo che il tempo dell’attesa sia scaduto” e si preparano per dare voce al loro disappunto

Medici, le organizzazioni sindacali sanitarie sul piede di guerra

TRENTO. “Nessuna risposta” dalla giunta provinciale, le organizzazioni sindacali del mondo sanitario sono pronte di dichiarare lo stato di agitazione della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria del Servizio provinciale.  

 

La decisione, viene spiegato, arriva non  avendo ad oggi ottenuto risposte a fronte delle numerose richieste inviate alla Giunta provinciale e all’Apran. Quella principale riguarda la mancata convocazione per la chiusura del Contratto Collettivo Provinciale di Lavoro 2016-2018, contratto sottoscritto a livello nazionale il 19 dicembre 2019. La chiusura del Contratto Provinciale 2016-2018 è fondamentale in quanto la mancata sottoscrizione non consente l’eventuale Avvio delle trattative per il rinnovo del 2019/2021.

 

“Dopo più di un anno di richieste inevase e di risposte non ottenute – spiegano le organizzazioni sanitarie  - riteniamo che il tempo dell’attesa sia scaduto” e si preparano per dare voce al loro disappunto.

 

In quale modo? I mesi di novembre e dicembre, viene spiegato in una nota,  saranno mesi di una stagione di incontri, confronti, assemblee per arrivare a forme di protesta che porteranno i dirigenti medici, veterinari, odontoiatri e sanitari dell’Apss, compresi i dirigenti delle professioni sanitarie, ad “esprimere tutto il loro disappunto per una situazione non più tollerabile”.

 

Sono state organizzate assemblee  a Rovereto, Cles, Arco, Tione, Borgo, Cavalese e Trento. Lo scopo è quello di informare tutti i dirigenti aziendali della situazione che si è venuta a creare nei rapporti con la Giunta provinciale e, come già detto, l’Apran, “Una situazione – spiegano - di assoluta non considerazione delle legittime aspettative della dirigenza”.

 

Ottenere un momento di ascolto è l’auspicio delle Organizzazioni Sindacali al fine di evitare una mobilitazione che andrebbe a penalizzare la cittadinanza.

 

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