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| 14 giu 2022 | 13:19

Migranti, in 60 lasciati fuori dal sistema di accoglienza, Futura: “Violati i più basilari diritti, sono costretti a dormire sotto un ponte”

Per i migranti è sempre più difficile presentare una richiesta di asilo, Zanella deposita un’interrogazione: “Queste persone si trovano costrette a rivolgersi ai servizi a bassa soglia per senza dimora o a dormire sotto un ponte, in condizioni di assoluto disagio e di violazione dei basilari diritti e della loro dignità”

Migranti, in 60 lasciati fuori dal sistema di accoglienza, Futura
di Redazione

TRENTO. A Trento sono più di 60 i richiedenti asilo in attesa di entrare nel sistema di accoglienza che, non trovando altre soluzioni, sono costretti a vivere in strada. La maggior parte ha allestito dei rifugi di fortuna sotto i ponti del capoluogo.

 

Una situazione che secondo l’Assemblea antirazzista di Trento sarebbe stata creata creata artificialmente: “Le normative internazionali sulla carta non discriminano in base alla provenienza e al Paese di origine, sono appunto le prassi locali che classificano i profughi in base al colore della pelle, razzializzandoli. Tutto ciò si chiama razzismo istituzionale. La Questura di Trento e il Commissariato del Governo – con la connivenza della Provincia, sottolineano gli attivisti – hanno ripreso ad alzare delle barriere immateriali per rendere complicata la vita ai richiedenti asilo”.

 

Per far luce sulla vicenda il consigliere provinciale di Futura, Paolo Zanella, ha depositato un’interrogazione. “La normativa – spiega – prevede che per accedere al sistema di accoglienza, le persone migranti debbano fare richiesta di protezione internazionale, ottenendo un permesso di soggiorno temporaneo di sei mesi, rinnovabile fino a decisione della Commissione. Le tempistiche dovrebbero essere veloci, altrimenti si va a ledere il diritto del richiedente asilo ad essere accolto in struttura”.

 

In Trentino è Cinformi che si occupa di fissare l’appuntamento in Questura per le persone migranti intenzionate a richiedere protezione internazionale. Gli attivisti, che in tal senso hanno raccolto diverse testimonianze, sostengono che per vedersi respingere o posticipare la domanda di accoglienza sia sufficiente anche un piccolo errore o un ritardo, in altri casi sarebbero state sollevate delle argomentazioni pretestuose.

 

“Nel frattempo – conclude Zanella – queste persone si trovano costrette a rivolgersi ai servizi a bassa soglia per senza dimora o a dormire sotto un ponte, in condizioni di assoluto disagio e di violazione dei basilari diritti e della loro dignità”.

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