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| 16 dic 2022 | 09:33

Ospedale di Cavalese, Dalpalù: ''Troppe ombre e dopo 11 mesi aspettiamo ancora i documenti chiesti in merito al nuovo polo sanitario''

Nelle scorse ore sei sindaci della val di Fiemme hanno chiesto a Provincia e Apss di avere a disposizione entrambi i progetti per una valutazione sulla migliore soluzione. A intervenire ora è Bruna Dalpalù di Fratelli d'Italia: "Il compito di una consigliera provinciale, anche se di maggioranza, dev’essere quello di rappresentare e tutelare gli interessi dei trentini, senza avere paura"

Ospedale di Cavalese, Dalpalù: Troppe ombre e dopo 11 mesi aspettiamo ancora i documenti chiesti in merito al nuovo polo
di Redazione

CAVALESE. "Troppe ombre sull’ospedale della val di Fiemme, val di Fassa e val di Cembra". A dirlo è Bruna Dalpalù, consigliera provinciale in quota Fratelli d'Italia. "E’ evidente che il compito di una consigliera provinciale, anche se di maggioranza, dev’essere quello di rappresentare e tutelare gli interessi dei trentini, senza avere paura e pretendendo che i comportamenti sospetti vengano verificati a beneficio della trasparenza e di tutti".

 

La Giunta Fugatti ha deliberato l’interesse pubblico per la proposta di Partenariato Pubblico Privato (Ppp) per il nuovo ospedale di Fiemme, Fassa e Cembra, un progetto presentato dalla Mak costruzioni e che sta suscitando moltissime polemiche.

 

Una vicenda centrale nella IV Commissione permanente del Consiglio provinciale di Trento, lì sono stati affrontati alcuni nodi legati ai due progetti sul tavolo: la ristrutturazione dell'esistente e la costruzione ex novo in località Masi di Cavalese, sui terreni della Magnifica comunità, ente andato recentemente a rinnovare la governance.

 

Oltre alle opposizioni politiche, i dubbi sull'operazione sono stati manifestati fin da subito anche in parte della maggioranza, soprattutto Fratelli d'Italia. A ribadire la necessità di più trasparenza c'è Dalpalù. "Nel mio precedente ruolo di Consigliera comunale a Cavalese - spiega l'esponente del partito di Giorgia Meloni - mi sono sempre occupata della salute e della tutela dell'ospedale: gli esempi sono la chiusura del punto nascite e le numerose contraddizioni dell’allora Governo provinciale di centrosinistra. In quelle battaglie facevo parte di quel popolo maggioritario che scese in piazza a difesa del nosocomio e di quegli amministratori della valle di Fiemme che, insieme a quelli di Fassa e Cembra, nel 2012 approvarono all’unanimità una proposta di mozione a favore della ristrutturazione dell’ospedale".

 

Intanto sul territorio ci sono dubbi. A Cavalese si punta senza nascondersi sulla riqualificazione dell'attuale edificio, mentre le altre amministrazioni chiedono di poter avere tutti gli elementi sui piani in ballo. I sindaci di Capriana, Castello-Molina di Fiemme, Predazzo, Tesero, Valfloriana e Ziano di Fiemme hanno inviato una nota alla Provincia per sollecitare piazza Dante a un confronto "serio sulla questione, valutando assieme alla cittadinanza le proposte e i progetti in campo. E' un po' lunga, ma per fare chiarezza era necessario ripercorrere le varie tappe di una vicenda che dura ormai da troppi anni. E' importante per il futuro delle nostre valli e soprattutto lo dobbiamo alle persone più deboli che hanno bisogno di cure e della nostra vicinanza".

 

Non si esclude una nuova costruzione, ma l'area più idonea potrebbe essere individuata altrove. "Nel 2018 - aggiunge Dalpalù - la mia ferma convinzione circa la necessità di difendere l’ospedale di Cavalese mi ha portata ad accettare la candidatura. Oggi, quei medesimi principi, mi hanno avvicinata a Fratelli d’Italia, forza politica che si è posta a difesa dell’ospedale esistente e della sua riqualificazione. Come consigliera provinciale, il mio primo atto politico è stata un’interrogazione per chiedere conto della sospensione di importanti servizi all’ospedale (visite specialistiche, esami endoscopici, esami diagnostici, pronto soccorso, mancanza di personale tecnico e sanitario) e del rischio che tali disservizi aumentino con il prossimo pensionamento di personale sanitario".

 

La consigliera si era mossa nella sua attività in Comune. "Quanto alla proposta di realizzazione del nuovo ospedale a Masi, già nel gennaio scorso, assieme ai Consiglieri comunali di minoranza di Cavalese e Predazzo, abbiamo chiesto copia della documentazione in possesso del Nucleo di Analisi e Valutazione degli Investimenti Pubblici (Navip) e del suo parere. A oggi, dopo undici mesi di attesa, non abbiamo ancora ricevuto nulla, né risulta che la relazione sia stata consegnata ai Consiglieri provinciali".

 

A rendere la vicenda ancora più ingarbugliata le dimissioni dell'ex Scario della Magnifica comunità della valle di Fiemme, Giacomo Boninsegna, "il quale – come già aveva spiegato al consiglio di Regola in una lettera del 13 ottobre 2020 (prima di dimettersi) – ha ribadito che 'Nel mese di dicembre 2019 mi viene chiesto da parte di dirigenti della Provincia se la Magnifica era disponibile a cedere o a restituire alla Provincia (…) parte della superficie del vivaio di Masi per la costruzione del nuovo ospedale' e che 'Finito il lockdown sono stato contattato da Mirko Pellegrini della Mak Costruzioni, che mi chiedeva a titolo personale di verificare la possibilità che alcuni proprietari fossero disponibili a cedere i loro terreni'. Oltre a ciò sono rimasta di sasso quando ho letto che, sempre secondo Boninsegna. 'A fine gennaio 2020 vengo a conoscenza che della cosa sono state informate alcune giunte comunali'. Se ciò fosse verificato, è evidente che tali Amministratori dovrebbero spiegare per quale motivo i Consigli comunali, ma soprattutto la popolazione dei rispettivi Comuni, non siano stati informati", conclude Dalpalù.

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