Contenuto sponsorizzato

Rimborsi visite specialistiche, "Possibili solo per prestazioni effettuate 'in regime privatistico'". L'opposizione: "Si estendano anche ai medici Apss in libera professione"

L'Apss proroga fino al 31 dicembre la possibilità di richiedere un rimborso spese per le visite effettuate da professionisti o strutture private. I consiglieri Demagri, Zeni, Zanella e Rossi: "Si incentiva il cittadino a rivolgersi a un medico privato, considerando di serie B i medici del sistema pubblico". Segnana risponde: "Abbiamo avviato una verifica sotto il profilo normativo per coinvolgere anche i medici di Apss in libera professione"

Di Francesca Cristoforetti - 30 giugno 2022 - 20:49

TRENTO. L'Apss ha prorogato fino al 31 dicembre la possibilità di richiedere un rimborso spese per le visite specialistiche effettuate in regime privatistico. Una misura che viene concessa all'indomani della dichiarazioni dell'assessora alla salute Stefania Segnana che in Consiglio provinciale ha fornito i dati sui tempi di attesa per le prestazioni specialistiche, sollecitata da un'interrogazione a risposta immediata del consigliere del Pd Luca Zeni (Qui l'articolo).

 

Una scelta, quella comunicata dall'Apss, che non è passata inosservata. "La giunta provinciale - dichiarano la consigliera Paola Demagri e i consiglieri Luca Zeni, Paolo Zanella e Ugo Rossi - prendendo atto del grave allungamento delle liste di attesa ha deciso di prorogare una misura adottata nel dicembre 2021: la possibilità di rimborso parziale, fino a un massimo di 40 euro, per visite specialistiche effettuate 'in regime privatistico'".

 

Significa che un cittadino, di fronte a tempi lunghissimi per una visita, anche se con Rao, quindi con un medico che ne ha certificato la necessità e i tempi "può rivolgersi a un privato, pagare, e chiedere un parziale rimborso fino a 40 euro". La giunta però ha deciso di "escludere espressamente questa possibilità, se il cittadino chiede di poter fare la visita a un medico dipendente dell’Apss quando svolge la libera professione. Quindi si incentiva il cittadino a rivolgersi a un medico privato, considerando forse di serie B i medici del sistema pubblico".

 

Secondo i dati forniti da Segnana, per quanto riguarda i codici di priorità da gennaio al 26 giugno 2022 si parla di 5 giorni rispetto al tempo di attesa mediano di un giorno per le Rao A (7.857 prenotazioni); 24 giorni rispetto ai 5 giorni in media per le Rao B (38.216 prenotazioni); 56 giorni rispetto ai 18 in media per le Rao C (39.894 prenotazioni). Per un totale di 85.967 prenotazioni Rao.

 

Non un modo per rendere appetibile lavorare in Apss, accusano Demagri, Zeni, Zanella e Rossi, e "nemmeno quello di aumentare la fidelizzazione di pazienti. Nei centri privati sarà probabile che il cittadino incontri professionisti che svolgono attività ospedaliera extraregionale o liberi professionisti. L’esito tecnico-economico sarà quello di incrementare le spese di mobilità passiva".

 

Diventa sempre più chiaro, secondo i consiglieri, che "il modello perseguito da questa Giunta è quello di una sanità con più privato e meno pubblico, una sanità che garantisca soprattutto chi può pagarsi le prestazioni. La forza del nostro sistema sanitario è sempre stata quella di garantire una sanità per tutti".

 

I problemi che la sanità trentina sta affrontando in questo momento sono ormai noti, come già avevano fatto notare gli stessi consiglieri che oggi denunciano la proroga di questa misura, in primis a causa della carenza di personale che sta andando a incidere sulla qualità del servizio (Qui l'articolo).

 

"In attesa di far tornare più efficace il sistema pubblico, - concludono i consiglieri - aumentando l’attrattività e quindi il numero di medici e l’organizzazione per abbattere le liste di attesa e garantire le visite urgenti nei tempi dovuti e in regime ordinario e quindi con il solo ticket, si estenda la possibilità di rimborso per i cittadini anche se le visite vengono svolte con medici Apss in libera professione, e non solo con medici privati esterni".

 

La risposta dall'assessora alla salute non si è fatta attendere. Proprio perché si è aperta la possibilità di includere nel rimborso anche le prestazioni erogate in libera professione intramoenia, quindi negli spazi delle strutture sanitarie pubbliche, Segnana ha richiesto al Dipartimento di avviare una verifica sotto il profilo normativo per coinvolgere anche i medici di Apss in libera professione nelle procedure di rimborso per le prestazioni da loro erogate.

 

"Un’iniziativa - dichiara l'assessora - che punta ad asciugare le liste d’attesa, oltre che a valorizzare i professionisti che operano all’interno delle strutture sanitarie pubbliche del nostro territorio".

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione del 13 agosto 2022
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
14 agosto - 17:30
Ammonta a quasi mezzo milione il debito ancora da saldare al soccorso alpino: dal 2020 a oggi l’Ulss 1 Dolomiti ha emesso ben 769 fatture per un [...]
Cronaca
14 agosto - 16:35
Era caduta nel crepaccio ieri ed oggi i vigili del fuoco sono intervenuti chiedendo il supporto dell'elicottero Drago 59 del reparto volo di Venezia
Montagna
14 agosto - 14:50
L’orso era stato curato al Casteller a causa di un investimento, a giugno invece era stato reimmesso in natura e ha mantenuto un comportamento [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato