Sondaggi post Quirinale, la Lega precipita. Fratelli d'Italia va a più 1,3%. Il Pd cala e cresce Renzi. Il partito no-vax è tutto a destra
I sondaggi dell'Istituto Ixè mostrano come rispetto a un mese fa Salvini cali ancora arrivando esattamente alla metà del consenso di tre anni fa. Male anche il Movimento 5 Stelle. Salgono i partiti più piccoli di centrosinistra. Il ''partito'' dei no vax varrebbe il 7,8%

ROMA. Primi effetti della fallimentare campagna per il Quirinale che ha visto la Lega di Salvini andare letteralmente a schiantarsi con una serie di candidati proposti e bruciati nell'arco di poche ore che nemmeno Bersani e il Pd nel 2013. Un disastro che ha indebolito enormemente il leader leghista che, tolti gli slogan e le sue capacità mediatiche e di presenza sui social, ha dimostrato di non sapere far politica e di essere privo di qualsiasi tipo di visione di ''governo'' per il Paese. A cominciare dall'iniziale sostegno alla boutade di candidare Silvio Berlusconi. E così oggi la Lega è data al 17,2% mentre un mese fa era al 19,1% e solo tre anni fa, alle europee, aveva portato a casa il 34,5% (quindi in tre anni ha letteralmente dimezzato i consensi).
E così ecco che il sorpasso di Fratelli d'Italia nei sondaggi è sempre più concreto. Il partito di Giorgia Meloni è ora a più di un punto percentuale sopra quello di Salvini (FI è al 18,5% mentre un mese fa era al 17,4%) ed è l'unico ad uscire a testa alta dalla corsa al Quirinale. Sconfitto, senza dubbio, perché non è riuscito ad ottenere nulla ma dal punto di vista mediatico vincitore perché è rimasto fedele a sé stesso e non ha partecipato alla disastrosa (nei modi, non nella sostanza) rielezione di Mattarella.
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Primo partito italiano, a questo punto, resta il Partito democratico che però, a sua volta, perde un punto percentuale (la Lega quasi 2 rispetto al mese precedente). La partita di Letta è stata totalmente evanescente, assente, paurosa. Se la Lega si è bruciata i candidati il Pd non ha nemmeno avuto il coraggio di fare una proposta di bandiera. Male, malissimo e alla fine quel punto percentuale (un mese fa era al 22,4% oggi al 21,2%) perso finisce nelle liste minori di centrosinistra. Italia Viva è tornata sopra il 2% (era all'1,6% ora al 2,3%), Europa Verde anche (era all'1,4% ora al 2,3%). Sono questi i movimenti cresciuti di più.
Il partito di Renzi, ovviamente, guadagna ancora una volta grazie alle abilità del suo leader che quando è tempo di ''giochi di palazzo'' ha dimostrato di non essere secondo a nessuno in Italia. Di segno esattamente contrario il Movimento 5 Stelle. Conte ha fatto Conte (si può stare con la destra o la sinistra, a lui non cambia) e se all'inizio è sembrato granitico alleato del Pd nel bocciare Casellati, poi ha rinsaldato il vecchio asse con Salvini per il nome di Belloni. Alla fine Di Maio gli ha fatto le scarpe e ha dimostrato che i parlamentari li controlla ancora lui. Risultato: 15,1% di consensi e meno 3 punti percentuali in due mesi.
Interessante, infine, l'analisi di Ixe sulla potenziale ''lista dei no-vax'' che peserebbe, secondo l'istituto di statistica, il 7,8%. Un dato che andrebbe a sottrarre voti essenzialmente a Fratelli d'Italia e Lega (che si capisce perché da sempre hanno avuto un atteggiamento tanto accomodante con quel mondo). In totale l'elettorato no vax nei due partiti di destra vale il 4,5%. Senza il popolo no vax praticamente, invece, non perderebbero niente né il Pd né Italia Viva né più Europa o Europa Verde e nemmeno Sinistra Italiana. L'M5S poi perderebbe lo 0,8%. Insomma il popolo no vax è tutto lì, concentrato a destra.















