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Trentingrana nelle cave di Dolomia, per Fugatti (oggi) è “una bellissima iniziativa” qualche anno fa interrogava la Giunta sulle celle ipogee ''è tutto oro quel che luccica?''

In un'interrogazione del 2015 presentata dall'allora consigliere della Lega Nord Maurizio Fugatti, l'attuale presidente della Provincia si chiedeva, a proposito delle celle ipogee che avrebbero dovuto ospitare le mele di Melinda (e a poca distanza dalle quali sono state sistemate ieri le prime 160 forme di Trentingrana, una “bellissima iniziativa” secondo Fugatti) se fosse “tutto oro quello che luccica” e se la realizzazione del progetto non fosse “maggiormente volta al salvataggio finanziario di Tassullo Cementi con soldi pubblici”

Di Filippo Schwachtje - 20 aprile 2022 - 10:30

TRENTO. “La costante collaborazione con la cooperazione è importante per l'economia del nostro territorio. Questa bellissima iniziativa è un laboratorio di sperimentazione che oggi ha un valore ancora maggiore di fronte all'attuale crisi energetica: il Trentino riesce a guardare oltre anche rispetto a queste problematiche e i grandi player del nostro Trentino agricolo hanno dimostrato di saper mettere insieme le proprie eccellenze in un'ottica di sostenibilità economica ed energetica”. È questo l'entusiasta commento che ieri il presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti ha rilasciato durante la cerimonia ufficiale di avvio del progetto sperimentale che ha portato 160 forme di Trentingrana nelle grotte ricavate dalle immense cave di Dolomia messe a disposizione dal Gruppo Miniera San Romedio (Qui Articolo): qualche anno fa però (era il 2015), lo stesso Fugatti (all'epoca consigliere provinciale della Lega Nord) aveva presentato un'interrogazione in merito al progetto delle celle ipogee che avrebbero dovuto ospitare le mele di Melinda, chiedendosi se fosse “tutto oro quello che luccica” e se la realizzazione del progetto non fosse “maggiormente volta al salvataggio finanziario di Tassullo Cementi con soldi pubblici”.

 

A quanto pare, insomma, dopo qualche anno il leader della Lega in Trentino avrebbe cambiato idea sulla progettualità riguardanti i depositi ipogei da realizzare all'interno delle grotte, dove oggi, come detto, secondo il presidente della Pat "i grandi player del nostro Trentino agricolo hanno dimostrato di saper mettere insieme le proprie eccellenze in un'ottica di sostenibilità economica ed energetica". Progettualità che oggi, per quanto riguarda almeno le prime forme di Trentingrana messe a stagionare nelle cave di dolomia nel territorio di Predaia, sarebbe per Fugatti una “bellissima iniziativa”. Come ricordato ieri in una nota inviata dalla Cooperazione trentina, “poco più in là (rispetto a dove sono state collocate le forme di Trentingrana) si trovano le celle di conservazione delle mele Melinda e la cantina dello spumante Altemasi Trentodoc di Cavit”.

 

Parlando proprio delle celle di conservazione per i frutti, nel 2015 Fugatti scriveva: “Il progetto delle celle ipogee con un investimento che si aggirerebbe attorno ai 30 milioni di euro nella zona di scavo della Tassullo Cementi in località Rio Maggiore ha visto il benestare della Provincia di Trento e del Consiglio direttivo di Melinda. Un'innovazione che, a detta di molti, porterà grossi benefici non soltanto all'azienda nonesa che oggi sembra in difficoltà economica ma anche al Consorzio frutticolo, che potrà sperimentare la conservazione delle mele in grotta con risparmi energetici/paesaggistici al fine pare di evitare un ampliamento massiccio dei magazzini presenti sul territorio noneso (in sostanza le stesse finalità, peraltro, che ha citato in merito al progetto di Trentingrana ieri l'assessora Zanotelli, che ha parlato di come "in questo progetto sperimentale, che si affianca al percorso già avviato da Melinda e da Cavit, emerge l’obiettivo del nostro territorio di coniugare prodotti di qualità, risparmio energetico, sostenibilità ambientale e sostenibilità economica" ndr). 

 

Nonostante le “perplessità circa l'esito positivo dell'esperimento” (ed il parere di un non meglio specificato “gruppo di esperti norvegesi” che avrebbe “suggerito prudenza”), scriveva Fugatti: “La fretta di accelerare la sperimentazione, dando così il via al completo utilizzo degli spazi, desta sospetti e quesiti, mettendo taluni nella condizione di credere che in verità, la realizzazione del progetto sia maggiormente volta al salvataggio finanziario di Tassullo Cementi (diventata nel 2018 proprietà del Gruppo Miniera San Romedio, il cui principale sito estrattivo è proprio la miniera di Rio Maggiore e ndr) con soldi pubblici piuttosto che all'innovativa conservazione della frutta visto che, alla luce di quanto segnalatoci e riportato dalla stampa locale, l'azienda impiegata nel settore edili non parrebbe navigare in acque tranquille tanto da avere ancora probabilmente dei pagamenti arretrati nei confronti di fornitori. Siamo quindi così certi che le celle ipogee porteranno un indotto al Consorzio Melinda e ai contadini della zona? Siamo sicuri che tutto funzionerà?”. Ai posteri l'ardua sentenza.

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