Via la storica gelateria per allargare la strada e vedere il lago? “Con lo stesso criterio pure la casa del sindaco si dovrebbe abbattere”, a Tenno le minoranze lasciano l’aula
Il Comune vuole abbattere la storica gelateria “Soft Eis” per ricostruirla su un terreno a rischio idrogeologico per crolli rocciosi. In segno di protesta l’opposizione ha abbandonato: “Se dovessimo seguire i ragionamenti della Giunta anche la casa del sindaco di fronte alla chiesa di Ville del monte dovrebbe essere abbattuta”

TENNO. Nervi tesi in Consiglio comunale a Tenno dove il gruppo di opposizione Tenno Domani ha abbandonato la seduta poco prima che si votasse la seconda adozione della variante 10 al Piano regolatore generale. Una protesta, spiegano dalla minoranza, legata soprattutto al modo con cui l’amministrazione comunale ha gestito l’iter dell’approvazione.
Ma cosa prevede questa variante che tanto ha fatto arrabbiare l’opposizione? In uno dei passaggi è previsto l’abbattimento della storica gelateria “Soft Eis” che si trova in località “Le Foci”, poco distante dalla cascata del Varone. Non solo, perché per compensare il privato, dove ora sorge un oliveto terrazzato, è stata prevista una nuova area fabbricabile per strutture turistico-ricettive. Uno dei problemi è che quest’area agricola si trova in una zona a rischio idrogeologico.
“Per giustificare l’intervento – spiega il consigliere nonché ex sindaco Gian Luca Frizzi – ci è stato detto che l’abbattimento della gelateria servirà per mettere in sicurezza la strada, dove c’è una strettoia, e per creare un ‘cannocchiale’ per migliorare la vista sul lago di Garda. Peccato che l’unica cosa che si vedrebbe abbattendo l’edificio sarebbe la cartiera di Varone con il suo ‘favoloso’ magazzino della cellulosa”.
I problemi però non finisco qui. Le minoranze puntano il dito contro la documentazione carente. La variante infatti è stata varata (e questo passaggio è riportato nella stessa delibera del Comune) “anche in assenza di specifica dichiarazione del progettista oltre che senza espressione alcuna del gruppo di lavoro che non ha potuto visionare gli atti di piano resi disponibili dall’estensore solo in prossimità della scadenza di legge come evidenziato nei vari protocolli citati in narrativa”. Documentazione che nemmeno i consiglieri di minoranza hanno potuto visionare e che alla luce del rischio idrogeologico “per crolli rocciosi” che insiste sulla particella di terreno agricolo che si vorrebbe edificare desta non poche perplessità.
In altre parole dall’opposizione accusano il sindaco Giuliano Marocchi di aver portato in Consiglio una variante “superficiale e inadeguata” che “ci fa tornare indietro di vent’anni, ai tempi bui dei famigerati Piani regolatori tennesi”. A Tenno non è la prima volta che nascono problemi in questo settore, il Prg per molti anni è stato commissariato proprio per via di una serie di operazioni edilizie discutibili. Questa, dopo circa 10 anni, è una delle prime varianti varate in autonomia dall’amministrazione.
“Se dovessimo seguire i ragionamenti della Giunta – rincara la dose Frizzi – potremmo demolire gran parte della periferia dell’Alto Garda per ricostruire in zone agricole, visto che della gelateria si è detto che avrebbe ‘un opinabile valore storico’. Inoltre se l’obiettivo è quello di mettere in sicurezza tutte le strettoie del comune allora anche la casa del sindaco di fronte alla chiesa di Ville del monte dovrebbe essere abbattuta”. Dalla minoranza infine, arriva anche una proposta alternativa: “Se proprio si vuole costruire si potrebbero aumentare i volumi della gelateria, possibilmente costruendo in altezza, in modo da risparmiare dal cemento un terreno agricolo”.














