“Vogliamo essere pagate come gli uomini”, le donne altoatesine che si battono per l’Equal Pay: “Basta discriminazioni”
Al flash mob hanno partecipato 69 organizzazioni femminili: “È la dodicesima volta che si svolge l’Equal Pay Day e nonostante ciò la differenza salariale di genere, pari a una media del 17%, è cambiata ben poco”

BOLZANO. “Le differenze salariali tra donne e uomini devono terminare”, è questo il grido di rabbia che si leva in occasione dell’Equal Pay Day (22 aprile), quando la Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne, insieme a 69 organizzazioni di supporto, ha organizzato un flash mob a Bolzano e una giornata di azione su tutto il territorio provinciale.
La presidente della Commissione per le pari opportunità, Ulrike Oberhammer, ha sottolineato la richiesta centrale di questa giornata d’azione: “È la dodicesima volta che, in Alto Adige, si svolge l’Equal Pay Day e, nonostante ciò, la differenza salariale di genere, pari a una media del 17%, è cambiata ben poco”.
Durante la pandemia da Coronavirus, ha sottolineato sempre Oberhammer, le donne hanno svolto un ruolo incredibile. “Ora è tempo che il mondo politico e quello economico mostrino la giusta considerazione e adottino misure chiare finalizzate all’eliminazione di questa disparità di trattamento”.
Inoltre, su tutto il territorio provinciale sono stati predisposti 37 punti informativi attraverso i quali è possibile ottenere materiale informativo sulle cause e sulle conseguenze legate al divario salariale di genere, il Gender Pay Gap.
In centro a Bolzano le donne della Commissione provinciale, insieme alle rappresentanti di molte organizzazioni femminili altoatesine, hanno lanciato un segnale: “In questi anni abbiamo fornito informazioni e sensibilizzato sull’argomento, è arrivato il momento di mettere le cose in chiaro e parlare di soldi”.


















