“Disparità salariale uomo-donna al 13% in Trentino (in Italia è all'11,2): a livello locale proliferano bonus e misure spot ma serve un segnale concreto”
A riportare i dati è il consigliere provinciale del Partito Democratico Alessandro Olivi, che nella giornata del 3 gennaio ha presentato un emendamento alla legge di riforma sugli incentivi alle imprese che prevede “una soglia di trattamento minimo del lavoro femminile” ed “incentivi per le aziende che si impegnano a ridurre il divario salariale”

TRENTO. “Mi auguro che anche il Governo, con la prima donna premier, ed il Parlamento affrontino con priorità questo tema ma l'Autonomia e la tradizione trentina di concertazione tra le parti sociali ci deve spingere a fare con responsabilità la nostra parte”. Sono queste le parole con cui il consigliere provinciale del Partito Democratico Alessandro Olivi annuncia l'emendamento alla legge di riforma sugli incentivi alle imprese presentato il 3 gennaio: la norma, dice il consigliere, prevede un trattamento minimo del lavoro femminile nelle imprese ed incentivi, a partire da quelli fiscali “per quelle aziende che si impegnano a ridurre progressivamente il divario salariale”.
Divario che in Trentino, precisa Olivi, è addirittura più alto rispetto al contesto di riferimento nazionale: “A livello nazionale il gender pay gap, la disparità salariale tra uomini e donne, dalle ultime stime si attesta all'11,2%. In Trentino la situazione è peggiore in quanto dalle ultime rilevazioni statistiche la disparità è al 13%”. Insomma, dice il consigliere, nonostante la ripresa dell'occupazione e il miglioramento dei livelli di parità di genere in alcuni campi: “Nel mercato del lavoro la disparità rimane un problema irrisolto che incide gravemente sui tassi di efficienza e produttività del sistema economico, oltre a rappresentare un colossale problema culturale e sociale”.
Per Olivi si tratta di una questione che impone “soluzioni concrete a livello legislativo e contrattuale” e che non si può risolvere “con la sola previsione di certificazioni e 'bollini'”. Nelle sue migliori stagioni politiche il nostro territorio ha avuto la capacità, sottolinea l'esponente dem, di “produrre misure innovative e sperimentali in materia di welfare e politiche del lavoro. Il dato sulla disparità salariale è peggiore rispetto al contesto nazionale e ci impone un serio e coraggioso intervento riformatore". Purtroppo però, dice Olivi: "A livello locale in questi anni si è assistito al proliferare di bonus e misure spot che non producono un avanzamento strutturale delle politiche di sviluppo ed inclusione. Siamo alla fine della legislatura ma un segnale concreto va dato”.













