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Trento
13 febbraio | 17:48

Assistenza sanitaria, Segnana e i vertici Apss promettono 18 strutture in Trentino, ma il personale c'è? "Necessario attrarre professionisti e trattenere quelli presenti"

La realizzazione è prevista entro i prossimi 3 anni. Il direttore sanitario di Apss: "La cifra per le infrastrutture è di circa 24 milioni di euro. E' anche in programma un aumento di personale di assistenza infermieristico sul territorio. I 3 ospedali di comunità si collocano a Mezzolombardo, Pergine Valsugana e Ala". Segnana: "Potenziare l’assistenza territoriale, allineando i servizi ai bisogni delle comunità"

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. Dieci case della comunità, un modello organizzativo di prossimità, che coordina e integra i servizi di assistenza sanitaria di base per la comunità di riferimento, 5 Centrali operative territoriali (Cot) e tre ospedali di comunità. E' questo il macro modello organizzativo per lo sviluppo della rete dell'assistenza sanitaria territoriale in provincia di Trento, approvato dalla Giunta provinciale nell'ultima seduta, che si pone come obiettivo l'attuazione della Missione 6 Salute del Pnrr e il nuovo decreto ministeriale sugli standard assistenziali. Il problema, sottolineato anche in conferenza stampa, rimane però uno: la carenza di personale sanitario.

 

La realizzazione è prevista entro i prossimi 3 anni ed è in programma anche la ricerca di una cinquantina di infermieri. "La cifra prevista dal Pnrr sulla parte infrastrutture è di circa 24 milioni di euro. E' anche in programma un aumento di personale di assistenza infermieristico sul territorio. Non si tratta di numeri enormi, ma considerando l'attivazione di queste nuove strutture ci vorranno circa 50 infermieri in più", spiega il direttore sanitario di Apss, Giuliano Mariotti.

 

A precisa domanda rispetto al problema della mancanza di personale i vertici dell'Apss e l'assessora alla Salute Stefania Segnana sembrano essere concordi sul fatto che sia "necessario creare le condizioni per attrarre professionisti e cercare di trattenere quelli che già abbiamo".

 

Il provvedimento, spiega l'assessora, "si inserisce nel solco di quanto già approvato nei mesi scorsi, l'obiettivo è quello di potenziare l’assistenza territoriale, allineando i servizi ai bisogni delle comunità e dei pazienti anche alla luce delle criticità emerse durante l’emergenza pandemica, nonché rafforzare le strutture, i servizi sanitari di prossimità e i servizi domiciliari".

 

La Provincia spiega che si tratta di un atto che sul solco della programmazione già deliberata, in primis dal piano di potenziamento dell'assistenza territoriale approvato nell'estate 2020 in seno all'emergenza Covid 19 e dal piano operativo provinciale per l'attuazione del Pnrr approvato nel maggio 2022, definisce il perimetro delle funzioni e degli assetti sanitari della provincia, con particolare riguardo ai nuovi modelli organizzativi quali la casa della comunità, l'ospedale di comunità, la centrale operativa territoriale, l'infermiere di famiglia/di comunità, la telemedicina.

 

La rete si compone di "una decina di case della comunità - prosegue Mariotti -, un modello organizzativo di prossimità, che coordina e integra i servizi di assistenza sanitaria di base per la comunità di riferimento, di centrali operative territoriali che svolgono una funzione di coordinamento della presa in carico della persona in raccordo con la rete dell'emergenza urgenza con la centrale operativa 116117 e con servizi e professionisti, nonché degli ospedali di comunità, 3 secondo le previsioni, che rappresentano strutture con un numero limitato di posti letto che prendono in carico pazienti che richiedono interventi sanitari potenzialmente erogabili a domicilio, ma che necessitano di ricovero per mancanza di un domicilio idoneo e di sorveglianza infermieristica continuativa".

 

Se le case di comunità sorgeranno "ogni 40-50 mila abitanti", i 3 ospedali di comunità, sostiene il direttore sanitario di Apss, "si collocano a Mezzolombardo, Pergine Valsugana e Ala".

 

Il provvedimento rappresenta inoltre una ricognizione del livello di coerenza delle funzioni sanitarie territoriali rispetto agli standard definiti dal decreto ministeriale dello scorso giugno, con individuazione delle azioni da implementare per assicurare il rispetto dei parametri, tenuto conto delle peculiarità demografiche e territoriali trentine, nell’esercizio dell’autonomia organizzativa e finanziaria sancita dallo Statuto di autonomia.

Secondo quanto dichiarato dalla Pat, a completamento del quadro dell'assistenza territoriale previsto dal Pnrr, verrà approvato l'atto provinciale di programmazione che individuerà il nuovo assetto della medicina convenzionata disciplinando le nuove forme organizzative, le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e le Unità complesse di cure primarie (Ucc), nell’ambito dei distretti sanitari con criteri di flessibilità per garantire al meglio l’assistenza di prossimità e la presa in carico degli assistiti.

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