Cia prende di mira l'Ateneo ma finisce per attaccare la sua maggioranza (e Salvini segue con un post): la ricerca sul linguaggio di Lega e FdI è finanziata dal ministero
Il consigliere di Fratelli d'Italia era intervenuto sul bando di ricerca pubblicato negli scorsi giorni sul sito dell'Università di Trento, progetto che prevede di “studiare i discorsi e le politiche dei due partiti di destra radicale italiani Fratelli d'Italia e Lega al fine di identificare quali immagini e gerarchie di genere e sessuali siano prevalenti nella loro ideologia politica”. “E' davvero possibile che vengano investiti finanziamenti per un progetto di questo tipo?” si era chiesto Cia, senza sapere però però che il progetto è stato approvato (e finanziato) dal Miur

TRENTO. “Il paradosso di chi lamenta la carenza di risorse”. Sono queste le parole scelte da Claudio Cia, consigliere provinciale di FdI, per lanciare la sua accusa all'Università di Trento su un progetto di ricerca nato per “studiare i discorsi e le politiche dei due partiti di destra radicale italiani di Fratelli d'Italia e Lega” per “identificare quali immagini e gerarchie di genere e sessuali siano prevalenti nella loro ideologia politica”. E il paradosso, a ben vedere, in effetti c'è: solo che non è quello evidenziato dal consigliere di FdI (“è davvero possibile che vengano investiti finanziamenti per un progetto di questo tipo?”, con un chiaro riferimento alla situazione di bilancio dell'Ateneo, Qui Articolo), visto che il bando è stato approvato (e finanziato) direttamente dal Ministero dell'università e della ricerca e quindi, in definitiva, dalla maggioranza di governo guidata proprio da Fratelli d'Italia. Sul tema ieri era intervenuto anche il segretario della Lega, Matteo Salvini e in mattinata è arrivata anche la replica di Barbara Poggio, prorettrice alle politiche di equità e diversità dell'Università di Trento. Ma procediamo con ordine.
“E' noto a tutti – scriveva Cia nella sua nota – che viviamo in un momento di difficoltà economica e, di conseguenza, di mancanza di risorse e di fondi per attività d'interesse pubblico. Non è una novità, lo sentiamo di continuo”. E la gravità del momento, continua il consigliere rieletto di Fdi: “Non può che esercitare ripercussioni negative anche sul mondo della cultura e della ricerca. E proprio di ricerca (accademica) desidero parlare. Molti sono i temi che un giovane ricercatore potrebbe essere interessato ad affrontare in diversi campi: scientifico, tecnologico, medico eccetera. È in questi giorni che mi è capitata una cosa abbastanza curiosa: tra i bandi di selezione per il conferimento di Assegni di ricerca pubblicati sul sito ufficiale dell'Università di Trento ne ho trovato uno che ha attirato la mia attenzione”. Il bando, come detto, è quello attivato nel dipartimento di Sociologia e ricerca sociale nell'ambito del progetto Prin 2022 “Genoma, gender norms, masculinities anche violence against women”. L'obiettivo? “Studiare i discorsi e le politiche dei due partiti di destra radicale italiani di Fratelli d'Italia e Lega al fine di identificare quali immagini e gerarchie di genere e sessuali siano prevalenti nella loro ideologia politica”.
Nel dettaglio “si studieranno le posizioni relative al campo della famiglia e delle relazioni sociali e a quello dell'immigrazione per evidenziare se Lega e FdI condividano le medesime posizioni o meno. Si studieranno anche le due leadership di Matteo Salvini e Giorgia Meloni per analizzare le modalità attraverso cui viene veicolata la loro immagine di leader e verificare se vi sono differenze nella loro capacità di leadership di partito”. Il tutto sulla base di un contratto di 12 mesi con un importo lordo per l'assegno di ricerca pari a 21.694 euro. E proprio qui, come detto, sta il “paradosso” secondo Cia: “Pur rispettando il principio della libertà di ricerca, mi chiedo: è davvero possibile che vengano investiti finanziamenti per un progetto di questo tipo? In questo momento in cui anche l'Università di Trento lamenta la carenza di risorse economiche, vale la pena spendere denaro pubblico al fine di produrre una ricerca accademica sui discorsi e sull'ideologia politica di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, fra l'altro definiti di 'destra radicale'?”.
La notizia è quindi rimbalzata e il segretario della Lega, Matteo Salvini, non se l'è fatta scappare: “Una borsa di studio di 22mila euro per 'studiare' me e la Lega? L'Università di Trento può risparmiare questi soldi e darli in beneficenza, se vogliono incontro volentieri gli studenti gratis per farmi 'studiare' dal vivo”. Peccato che, come detto, il tutto sia stato promosso direttamente dal Miur. A spiegarlo è proprio la prorettrice di UniTn, Barbara Poggio, in un post sui social: “Dopo la pubblicazione del bando martedì, il consigliere Cia esce con un comunicato stampa sul 'paradosso di chi lamenta la carenza di risorse'. Il paradosso sarebbe quello di un ateneo che lamenta i tagli di risorse della Provincia e poi spede soldi per un assegno di ricerca che si occuperà dei partiti di destra. Ieri sera il segretario della Lega Salvini pubblica un post in cui riprende la notizia e propone di farsi studiare dal vivo. Forse qualcuno dovrebbe spiegare al consigliere Cia e al ministro Salvini che a finanziare il progetto è lo stesso Governo? Ai miei studenti spiego sempre che prima di parlare bisognerebbe studiare”.
Entrando nel dettaglio sono poi quattro i punti evidenziati da Poggio parlando del progetto di ricerca:
- "Esiste una amplissima letteratura sulle diverse forze politiche e sui vari leader. E’ di fatto uno dei principali oggetti di studio di una materia denominata ‘Scienze Politiche’, che il ministro Salvini ha incidentalmente frequentato nei suoi tredici anni (per lo più fuori corso) di università, prima di dedicarsi più fruttuosamente alla politica. Sono inoltre molto numerose le ricerche – condotte in Italia o in altri paesi negli ultimi anni – che si concentrano sul più recente successo di forze di destra in vari paesi: sembra strano doverlo ricordare, ma studiare i fenomeni emergenti è infatti uno dei principali compiti della ricerca scientifica.
- Esiste ormai un ampio corpo di letteratura scientifica internazionale sull’ostilità delle forze della destra populista nei confronti delle iniziative mirate alla parità di genere e alla prevenzione della violenza, salvo quella perpetrata da stranieri (ad esempio sono proprio queste forze che maggiormente si sono opposte all’approvazione della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne, così come è proprio da questo versante che è arrivato in Trentino lo stop ai corsi sulla parità di genere, che ha visto il consigliere Cia tra i principali censori).
- Come riportato anche nella nota inviata dal consigliere, l’assegno è finanziato sul principale programma di ricerca nazionale, dopo aver superato una selezione competitiva, cui hanno partecipato migliaia di progetti da tutta Italia. Una selezione effettuata secondo i criteri della comunità scientifica e che tiene conto della qualità del progetto e dei profili delle studiose e degli studiosi coinvolti. E l’autonomia della comunità scientifica è un criterio importante di democrazia, come sanno bene studiose e studiosi che hanno vissuto in regimi totalitari.
- E’ forse utile ricordare al consigliere e pure al ministro (che però dovrebbe già saperlo), che a finanziare il progetto non è l’università di Trento, ma per l’appunto il programma PRIN (il cui acronimo non sta per Piano Rivoluzionario di Insubordinazione Nazionale, ma per Progetto di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale): il finanziamento arriva quindi dallo stato italiano e, quindi, di fatto dal governo Meloni (che magari dalla ricerca potrebbe trarre conoscenze utili per affrontare il fenomeno della violenza di genere)".














